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Impianti di antenna

Ricevitori satellite Tecnica Tips & tricks Transponder e canali
 


Ci sono libri e programmi per computer sugli impianti di antenna?

05/97 - Eccome, ci sono sia testi che software sull'argomento. In particolare tra le ultime novità sugli impianti di antenna in genere vi è il libro si Argeo Deotto  "Manuale degli Impianti d'antenna TV e SAT " Editrice CO.EL. £.44.000, che è una versione completamente rinnovata del famoso manuale uscito oltre quindici anni or sono. Oltre alla descrizione puntuale di antenne e sistemi riceventi vi è anche una parte dedicata alla progettazione dell'impianto centralizzato nel rispetto delle norme. Un altro volume di riferimento è il libro di Salvatore Randieri "Sistemi di antenna TV" Editrice Radio & Data Communication £.80.000, opera indirizzata a tutti gli operatori, che affronta in modo scientifico il progetto dell'impianto ricevente e la valutazione della qualità dei segnali di un sistema di ricezione e distribuzione dei segnali TV.
Per quanto riguarda il software vi è il programma CA.DI.CA del politecnico di Torino - tel. 011/5645104 ed il programma distribuito dalla Helman tel. 0341/7322161.

 


E' obbligatorio rilasciare la dichiarazione di conformità per avere semplicemente sostituito il centralino tv in un impianto centralizzato TV?

03/97 - La legge 46/90 prescrive che la dichiarazione di conformità venga rilasciata solo per lavori diversi dalla manutenzione ordinaria. Per manutenzione ordinaria si intende un intervento finalizzato a contenere il degrado normale d'uso nonché a far fronte ad eventi accidentali che comportino la necessità di interventi che non modifichino la struttura essenziale dell'impianto. La sostituzione di un centralino tv può essere assimilata ad intervento di manutenzione ordinaria a patto che il centralino presenti le stesse o equivalenti caratteristiche e non vi siano modifiche all'impianto o ai tracciati delle linee di discesa per effetto della sostituzione. Pertanto si può ritenere che una semplice sostituzione "tout court" del centralino non sia soggetta al rilascio della dichiarazione di conformità.
Per maggiori informazioni sull'argomento consigliamo la lettura della  guida CEI 0-3 "Guida per la compilazione della dichiarazione di conformità e relativi allegati" edita dal CEI, pagine 26, £. 70.000.

 


Quali sono le norme sugli impianti centralizzati?

12/97 - Il panorama normativo sugli impianti centralizzati TV ha subito negli ultimi mesi parecchie modifiche grazie alla pubblicazione della settima parte della norma EN 50083 classificata come norma CEI 100-6. Per chi non lo sapesse ancora le norme sugli impianti tv fanno ora parte del comitato 100 al posto del vecchio comitato 12 che si occupa ora di altri argomenti. E’ anche stata trasformato in norma definitiva, il progetto C659 “Guida per l’applicazione delle norma riguardanti gli impianti d’antenna per ricezione radiofonica e televisiva”
Per chi si occupa di installazione, la guida è un ottimo punto di riferimento che offre un panorama completo delle prescrizioni  sugli impianti per tutte le gamme televisive compresa anche la gamma della 1ª IF satellite.

 


Si potrebbe conoscere il reale significato di termini quali: partitore, presa terminale, colonna, derivatore ecc… che spesso sono usati a sproposito?

12/97 - Siamo d’accordo con il lettori dei quali abbiamo condensato le richieste. In effetti tra gli addetti ai lavori si usano spesso più parole per definire la stessa cosa. Per non sbagliare si dovrebbero seguire le definizioni fornite dalle norme CEI ma queste si limitano alle seguenti indicazioni tratte dalla norma CEI EN 50083-4: art.2.8 - “Presa d’utente - dispositivo atto a connettere un cavo d’utente ad un cavo di diramazione”; art.2.9 - “Presa d’utente di un impianto di distribuzione in cascata - dispositivo attraverso il quale passa il cavo di diramazione ed a cui è collegata una linea di raccordo, senza l’utilizzo di un cavo di utente”.
Resta comunque il fatto che spesso viene usata la parola “partitore” per indicare un divisore di potenza oppure un derivatore di linea, dispositivi che hanno un impiego totalmente diverso.
Lo stesso si può dire per definizioni quali “presa passante” o “presa terminale”, Di fatto la presa passante indica la funzione relativa alla linea che è appunto passante e che quindi corrisponde alla definizione dell’art.2.9. La stessa presa si può definire come “presa derivata” in quanto essa stessa incorpora un derivatore di linea. La presa terminale è anche essa una presa derivata in quanto il suo compito è chiudere la linea da cui la presa stessa si deriva. Invece si potrebbe indicare come presa normale la presa di utente collegata all'uscita di un derivatore. Infatti tale presa non include nessun circuito di derivazione o di divisione pertanto è in effetti una “normale” presa. Vi sono ancora in commercio altre prese che si potrebbero definire prese divise dove all’interno includono una presa normale ed un divisore di potenza. Tali prese hanno una bassa separazione pertanto si possono usare solo in casi estremi. Il panorama è quindi poco chiaro ed ogni costruttore utilizza le definizioni che crede siano migliori. Vedremo se con l’aiuto del CEI potremo in un prossimo futuro ottenere una classificazione univoca dei vari tipi di prese esistenti in commercio.

 


Cos’è il Simulcrypt?

12/97 - Il Simulcrypt è un sistema messo a punto dal consorzio DVB che permette ad un operatore tv di trasmettere le informazioni di decodifica relative a diversi sistemi di accesso condizionato. In questo modo per un operatore è possibile controllare diversi tipi di ricevitori digitali. Nel caso Italiano di Tele+ vengono trasmesse le informazioni relative ai sistemi di accesso condizionato Irdeto e Mediaguard. Così facendo gli abbonati che dispongono di ricevitore seca -mediaguard possono ricevere gli stessi programmi che ricevono i possessori di ricevitori Irdeto.
Per chi non lo sapesse ancora, i ricevitori forniti a noleggio da Tele+ hanno il sistema di accesso mediaguard mentre quelli in commercio hanno l’Irdeto.
Le specifiche sul Simulcrypt sono raccolte nel fascicolo DVB-SIM che è stato recentemente trasferito all’ETSI per l’approvazione.

 


Ci vuole il salvavita per il centralino tv?

12/97 - Molti lettori che operano come professionisti nel campo delle installazioni centralizzate tv ci hanno segnalato che in seguito a controlli degli enti preposti è stato obbligata l’installazione di un interruttore differenziale a protezione del centralino tv.
Possiamo spendere due parole sull’argomento dicendo che il fatidico “salvavita” ha il compito di proteggere le persone dai contatti indiretti in modo che perdite di isolamento non diventino pericolose per l’uomo. Tale protezione si può fare su un singolo circuito o sull’intero impianto. In pratica la protezione deve intervenire in tutte quelle situazioni pericolose per l’uomo. Nel caso del centralino tv i pericoli possono derivare da operazioni di manutenzione per le quali il tecnico addetto si può trovare a contato con dispositivi o apparecchiature che per un cedimento dell'isolamento potrebbero trovarsi in tensione. Il centralino tv è normalmente compreso tra i circuiti relativi ai servizi comuni pertanto deve già disporre di una protezione differenziale alla testa dell’impianto. Un eventuale interruttore differenziale posto in prossimità del centralino può intervenire solo se è stato fatto il coordinamento tra l’intervento dell’interruttore generale e di quello locale. Possiamo quindi dire che l’interruttore differenziale posto vicino al centralino non ha nessuna funzione se ne esiste già uno a monte dell’impianto dei servizi comuni. Può essere utile invece installare un sezionatore per permettere operazioni di manutenzione in assenza di alimentazione. Un semplice sezionatore non ha compiti di protezione che è invece assicurata dall'interruttore differenziale installato a monte.

 


Perché in un impianto sat digitale non funzionano i canali in banda alta e gli altri eseguono continui fermi immagine?

02/97 - Alcuni lettori ci hanno segnalato malfunzionamenti degli impianti digitali nei quali gli effetti più evidenti sono costituiti da fermo immagine, frammentazione dell'immagine, assenza momentanea o addirittura nessuna decodifica di pacchetti di canali appartenenti ad un solo transponder.
Dopo numerose prove fatte abbiamo constatato quanto segue. Si può verificare che lo stesso impianto di ricezione sat se collegato ad un ricevitore analogico funzioni perfettamente mentre con un ricevitore digitale vi siano problemi. I difetti che abbiamo riscontrato con più frequenza sono dovuti ad una non accurata messa a punto del puntamento della parabola oppure ad ostacoli sottovalutati lungo il percorso di ricezione o ancora a difetti di sintonia dovuti a grande tolleranza sulla frequenza dell'OL di alcuni LNB con variazioni anche di 10 MHz. In altri  e meno frequenti casi sono stati riscontrati difetti nella linea in cavo dovuti ad un ROS elevato provocato dall'uso di cavo coassiale non adatto o ad una posa fatta senza le dovute cautele.
Per venire in aiuto ai nostri lettori che hanno "tribolato" durante l'allestimento di un impianto sat digitale diamo alcuni consigli di carattere generale.
La ricezione dei canali di Hot Bird 1 e dei transponder in banda alta dell'Eutelsat II F1 viene fatta spesso con antenne di diametro medio piccolo, 80- 85 cm. Ciò in alcune zone d'Italia può essere problematico per la ricezione pertanto è consigliabile adottare antenne di diametro più elevato. Questo consiglio non è dovuto ad un solo fattore di guadagno e quindi di intensità relativa del segnale ricevuto ma di fronte ad un maggiore diametro si ottiene una maggiore protezione dai canali trasmessi dai satelliti adiacenti. Questa considerazione è dovuta al fatto che i nuovi satelliti sono più potenti pertanto sono in effetti più "disturbanti" ovvero possono causare un disturbo di maggiore intensità. Aumentare la protezione aumentando il diametro e di conseguenza stringendo l'angolo di apertura dell'antenna è più che mai consigliabile. Un altro fattore importante è dovuto alla precisione di puntamento. Dopo aver eseguito numerose prove di puntamento abbiamo riscontrato che procedendo con estrema cura si ottiene una ricezione ottimale. Le antenne in commercio non hanno sistemi di regolazione fine del puntamento pertanto la precisione è affidata alla sensibilità dell'installatore e quindi alla cura con cui procede sia durante la ricerca del punto migliore sia durante il fissaggio definitivo dell'antenna. Quest'ultimo spesso non è preso nella giusta considerazione mentre invece è determinante, ai fini della qualità ottenuta. Durante il fissaggio dell'antenna è opportuno procedere in modo che stringendo i bulloni non si verifichino spostamenti. dell'antenna sia in senso verticale che orizzontale.
Gli installatori più attenti lo sanno bene che i bulloni vanno stretti in modo alternato (tutti un pò per volta) e soprattutto tenendo d'occhio l'analizzatore di spettro.
Un altro fattore importante è il corretto posizionamento dell'LNB nei confronti dell'offset di polarizzazione. Disponendo di un analizzatore di spettro è facile ottimizzare la crosspolarizzazione ruotando semplicemente l'LNB nella sua sede fino a ridurre il più possibile il contributo dei canali contropolari. Ovviamente per questa operazione è indispensabile l'analisi di spettro in quanto è l'unica che evidenzia facilmente il punto di miglior attenuazione contropolare.
Infine non sono da sottovalutare gli altri componenti dell'impianto quali l'LNB e il cavo coassiale. Può capitare che l'oscillatore locale di un LNB soffra di eccessiva tolleranza di frequenza. Durante le nostre prove si è verificato un caso in cui l'OL di un LNB universale era di ben 10 MHz spostato rispetto alla frequenza nominale. Questa tolleranza può venire facilmente corretta da un buon AFC del ricevitore ma è possibile che si verificano degli sganciamenti momentanei del pacchetto. In questi casi si è al limite del range di intervento dell'AFC pertanto è richiesta l'impostazione di una frequenza di offset oppure l'impostazione diretta di un valore di OL diverso da quello standard.
Quando l'LNB ha l'OL fuori frequenza si può facilmente individuare il difetto verificando la frequenza centrale del segnale ricevuto su di un analizzatore di spettro. L'entità dello spostamento rispetto alla frequenza nominale è direttamente proporzionale alla variazione riscontrata della frequenza del canale. Se ad esempio sull'analizzatore di spettro il transponder 4 di Hot Bird 1 viene individuato da una frequenza IF di 1533 MHz il valore della frequenza di OL dell'LNB è corretta. Se invece si hanno 1543 MHz significa che l'OL è spostato di ben 10 MHz più in basso e precisamente a 9740 MHz contro i 9750 MHz nominali.
Per concludere facciamo un sintetico riepilogo dei fattori che possono influenzare la ricezione digitale:
puntamento non preciso, offset di polarizzazione mal regolato, scarso guadagno dell'LNB di fronte ad una linea lunga; difettosità di uno o più componenti dell'impianto.

 


Qual'è la piedinatura delle prese SCSI e RS 232 installate sui ricevitori digitali?

02/97 - Con i ricevitori dell'ultima generazione i riparatori operanti nel settore si trovano a dover affrontare problematiche nuove di cui probabilmente non si erano mai occupati prima tra cui il collegamento di un modem o di una periferica SCSI. Osservando il pannello posteriore dei ricevitori digitali si nota la presenza di due nuove prese che nel gergo dei computer vengono chiamate "porte". Le porte in questione rispondono al nome di RS-232 e SCSI, ed entrambe sono destinate ad apparecchi che possono dialogare ovvero trasmettere e/o ricevere dati verso e dal ricevitore sat digitale.
La presa RS-232 viene impiegata generalmente per la connessione ad un modem, mentre la SCSI permette al ricevitore di interfacciarsi con altre apparecchiature quali, per esempio, hard disc, CD ROM, unità di backup, o persino dei computer, al fine di poter usufruire appieno dei nuovi servizi disponibili.
La tecnologia utilizzata sui moderni ricevitori è quella corrispondente al nome di SCSI-2.
Le prese SCSI-2 possono essere di vari tipi in base all'utilizzo al quale sono destinate, nel nostro caso la presa è un connettore con 50 contatti di tipo schermato. La porta RS-232 può invece essere solamente di due tipi, a 25 o a 9 poli, quella in questione é una presa a 9 poli. Pubblichiamo di seguito le piedinature e le tabelle corrispondenti alle prese SCSI-2 e RS-232.
 Tabella piedinatura SCSI-2
  Segnale - piedini - piedini - Segnale   Ground 1 26 -bit(0) Ground 2 27 -bit(1) Ground 3 28 -bit(2) Ground 4 29 -bit(3) Ground 5 30 -bit(4) Ground 6 31 -bit(5) Ground 7 32 -bit(6) Ground 8 33 -bit(7) Ground 9 34 -bit(P) Ground 10 35 Ground Ground 11 36 Ground Reserved 12 37 Reserved Open 13 38 Term pwr Reserved 14 39 Reserved Ground 15 40 Ground Ground 16 41 -Atn Ground 17 42 Ground Ground 18 43 Busy Ground 19 44 -Ack Ground 20 45 Reset Ground 21 46 Message Ground 22 47 Sel Ground 23 48 Carrier Detect Ground 24 49 Request Ground 25 50 I/O Ground    
Tabella piedinatura RS-232
  Piedini /Segnali   1 Carrier Detect 2 RX data 3 TX data 4 Data Term. Ready 5 Ground 6 Data Set Ready 7 Request to Send 8 Clear 9 Ring

 


Il cavo coassiale dell'impianto sat deve essere collegato a terra?

03/97 - Citiamo sinteticamente gli articoli della norma Europea EN 50083-1 classificata in Italia come CEI 12-43.
l'articolo 5.1 specifica che l'impianto di distribuzione deve essere costruito in modo tale che non possano esserci tensioni pericolose sui conduttori esterni di qualunque cavo o su parti in metallo accessibili di qualunque apparecchiatura comprese le parti passive. Per realizzare quanto dettato dalla norma è quindi necessario rendere equipotenziali le parti interessate. L'articolo 5.2.1 prescrive la messa a terra di tutti i contenitori metallici per le apparecchiature alimentate dalla rete, tranne che nei locali degli utenti per i quali si devono seguire le prescrizioni del documento HD 348.5.54. Inoltre secondo l'articolo 5.2.4 i conduttori esterni dei cavi coassiali che entrano od escono da un edificio devono essere connessi ad una comune barra di connessione equipotenziale. Peraltro è importante proteggere anche le persone che dovessero intervenire sull'impianto pertanto l'articolo 5.2.6 prescrive il collegamento equipotenziale realizzato in modo che nel caso si debba rimuovere una apparecchiatura, ad esempio il centralino tv o un divisore o un derivatore, venga mantenuta la continuità dell'impianto. Nella figura 1 è riportato un esempio di connessione equipotenziale.
La stessa norma EN 50083-1 prescrive, all'articolo 10,  la protezione contro sovratensioni atmosferiche di antenne che siano a più di due metri al disotto della sommità del tetto e a meno di 1,5 metri di distanza dall'edificio.
Per la protezione dell'impianto di antenna vi possono essere due casi relativi a edifici dotati o meno di impianto da protezione contro i fulmini.  nel primo caso è obbligatoria la connessione a terra del palo di sostegno al punto equipotenziale più vicino dell'impianto di protezione contro i fulmini. In edifici senza protezione da fulmini si devono collegare a terra il sostegno dell'antenna e le calze dei cavi coassiali. Questo collegamento deve essere fatto evitando la formazione di anelli. Un conduttore di terra adeguato deve essere realizzato con una cordina di rame da 16 millimetri quadri. Altri dettagli si possono trovare nelle seguenti norme CEI 12- 43; 81- 1(novembre 95); 81- 1 V1; 81- 4.
Tutte le norme citate sono in vendita presso il CEI di Milano In Viale Monza, 261  (tel.02/257731) o presso le librerie convenzionate.
 
 

Esempio di connessione equipotenziale di una antenna tv terrestre e satellite, secondo la norma CEI 12-43.
 


Qual'é la lunghezza massima di una linea di discesa?

03/97 - La lunghezza massima di una linea in cavo coassiale dipende dai seguenti fattori:
frequenza del segnale da distribuire, livello minimo utile alla fine del cavo, livello disponibile alla testa del cavo, attenuazione del cavo.
Facciamo un esempio:
qual'è la lunghezza massima di un cavo di collegamento tra un LNB ed un ricevitore sat ammesso di utilizzare un cavo coassiale con una attenuazione di 35 dB/100 mt alla frequenza di 2000 MHz.
Prima di fare qualsiasi calcolo è opportuno accertare quale sia il livello minimo ammesso alla fine del cavo e quale sia il livello minimo disponibile dall'LNB.
Consultando le caratteristiche di alcuni ricevitori sat si può constatare che normalmente sono ammessi segnali di ingresso compresi tra -20 e -60 dBm su una impedenza di 75 ohm, corrispondenti rispettivamente a 89 e 49 dBµV.
Prendiamo per buono un valore intermedio corrispondente a 52 dBµV.
Considerando un segnale all'uscita dell'LNB di 75 dBµV  si può facilmente calcolare la massima attenuazione ammissibile dal cavo che è di 75 - 52 = 23 dB.
Calcoliamo l'attenuazione del cavo per ogni metro: 35/100 = 0,35 dB/metro
Dividiamo l'attenuazione massima ammessa per questo valore e otteniamo 23/0,35 = 65 metri. Questa è la lunghezza massima teorica del nostro cavo ma considerando le perdite di invecchiamento è meglio tenere almeno 5 dB di margine. Pertanto il calcolo diventa (23-5)/0,35 = 51,4 metri.

 


Si può collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata?

01/98 - L'antenna motorizzata è normamente formata da un disco riflettore, un convertitore a basso rumore LNB ed un polarizzatore. Con l'introduzone degli LNB universali è stato possibile sostituire il gruppo convertitore- illuminatore-polarizzatore con un unico prodotto che è appunto l'attuale LNB universale. I nuovi impianti motorizzati possono utilizzare l'LNB universale a patto che detti impianti siano realizzati con sistemi polari ovvero con un motore polare oppure con un montaggio polare. Il motivo di ciò risiede nel fatto che i sistemi polari fanno compiere all'antenna una rotazione tale da compensare l'offset di polarizzazione e quindi permettendo una corretta ricezione senza dover correggere lo skew. L'assenza di correzione dello skew ha determinato quindi la possibilità di poter collegare anche un ricevitore digitale. E' quindi possibile collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata dotata di LNB universale.

 


Qual'è la differenza tra centralino vestigiale e centralino normale?

01/98 - Esistono in commercio centralini tv satellite con modulatore incorporato chiamati "vestigiali" perchè includono un sistema per il quale la banda generata dal modulatore RF viene filtrata al fine di eliminare la banda laterale posta a - 5,5 MHz rispetto alla portante video. Vi sono due tipi di modulatori definibili come vestigiali: Il primo è, in pratica, un modulatore IF con filtro SAW sulla catena IF e convertitore in salita per generare il canale RF; il secondo è invece un oscillatore in fondamentale modulato da un segnale tv e dotato di filtro in uscita sintonizzato sulla componente a -5,5 MHz. Tra i due il primo è quello veramente vestigiale, tuttavia anche con il secondo si ottengono risultati soddisfacenti.

La differenza tra un centralino vestigiale (VSB) ed uno normale (DSB) consiste quindi nella presenza o meno della banda laterale. I centralini DSB non si possono utilizzare su canali adiacenti ma si deve necessariamente avere un canale di distanza. Con i centralini VSB si possono invece sfruttare i canali adiacenti senza problema. Nella figura è rappresentato lo spettro di due segnali prelevati all'uscita di due centralini di cui uno VSB e l'altro DSB. Altri dettagli sull'argomento sono stati pubblicati in filo diretto nel numero di Gennaio 97.

Spettro di due segnali prelevati all’uscita di un centralino DSB e VSB.


Ad una antenna offset dual feed puntata su Astra e Eutelsat si può aggiungere un terzo LNB per il satellite Telecom?

01/98 - Possiamo confermare che l'operazione è possibile ma si deve allestire un apposito supporto che costituisca un secondo braccio sul quale fissare il terzo LNB. La posizione del terzo LNB è da ricercare sperimentalmente con l'aiuto di un ricevitore già presintonizzato o di un misuratore di campo. Vale la pena di tentare perché i risultati sono sorprendenti.

 


Cosa significa "equalizzare l'impianto"?

01/98 - Il termine equalizzazione viene associato alle operazioni necessarie in un impianto di distribuzione per tv terrestre e 1ªIF satellite, per ottenere un migliore equilibrio tra i vari canali distribuiti. L'equalizzazione consiste nel correggere la curva di risposta della rete mediante un dispositivo da inserire alla testa dell'impianto detto appunto equalizzatore. L'equalizzatore è realizzato con un filtro nel quale tramite un solo regolatore è possibile variare il grado di attenuazione del circuito in funzione della frequenza. La regolazione, in pratica, agisce maggiormente sulle frequenze più basse che su quelle più elevate con il risultato di compensare l'attenuazione del cavo (vedi figura). La rete, com'è noto è formata da elementi che introducono attenuazione del segnale. Mentre i derivatori hanno tipicamente una curva di risposta abbastanza lineare il cavo coassiale invece ha una attenuazione tipica che aumenta all'aumentare della frequenza. L'equalizzatore ha quindi il compito di introdurre una curva di risposta contraria a quella del cavo e quindi ristabilire, entro certi limiti, una certa linearità di risposta dell'intera rete.

Perchè i ricevitori IRD Pace non sempre agganciano i canali VideoCrypt?
01/98 - Tutti i ricevitori Pace con decoder VideoCrypt integrato utilizzano il segnale video criptato all'uscita del circuito di regolazione del contrasto. Per questo motivo il livello del segnale video può variare e quindi il decoder integrato può non accettare il segnale come idoneo per la decodifica. Per risolvere il problema si deve rinunciare alla regolazione di contrasto e lasciarlo fisso sul livello 4.


E’ vero che c’è una nuova legge che obbliga a centralizzare le antenne?

02/98 - La nuova legge 31 luglio 97 n° 249, famosa come legge Maccanico, oltre a dettare le regole per la costituzione dell’Autorità delle comunicazioni all’articolo 3 comma 13 recita come segue:

"A partire dal 1° gennaio 1998 gli immobili, composti da più unità abitative di nuova costruzione o quelli soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono di norma di antenne collettive e possono installare o utilizzare reti via cavo per distribuire nelle singole unità le trasmissioni ricevute mediante antenne collettive. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i comuni emanano un regolamento sull’installazione degli apparati di ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari nei centri storici al fine di garantire la salvaguardia degli aspetti paesaggistici."

Anche se sono ancora da definire modalità ed eccezioni da parte dei sindaci, sembra che l’obbligo di avvalersi di antenne collettive debba essere esteso a tutti gli immobili di nuova costruzione ma anche a quelli soggetti a ristrutturazione. Non ci rimane che attendere le decisioni dei sindaci.


Quanti canali satellite si possono distribuire in un impianto centralizzato?

02/98 - Ovviamente dipende dal tipo di impianto. Si possono distinguere due categorie di impianti: mono-cavo e multi-cavo. Facendo un paragone tra i due partendo da una sola antenna dotata di un solo LNB si può dire che l’impianto multi-cavo permette di ricevere tutto il ricevibile mentre l’impianto monocavo impone la scelta di un certo numero di canali variabile secondo il tipo di impianto. Le limitazioni del mono-cavo dipendono dalla banda disponibile e dal sistema utilizzato nel terminale di testa. Quest’ultimo può essere dei seguenti tipi: a rimodulazione AM, a filtratura IF, a conversione IF-IF, a conversione IF-S, a transmodulazione QPSK-QAM. Nella tabella sono indicate le caratteristiche ed i limiti di ognuno di questi sistemi.
 
sistema  canali
in
chiaro 
canali
PAY 
canali digitali  canali analogici  numero
di canali max* 
banda
di un
canale 
decoder
di
utente 
revisione della
rete 
AM 
si 
no 
si 
si 
circa 30 
7/8 MHz 
no 
no 
filtri IF 
si 
si 
si 
si 
circa 30 (240) 
33 MHz 
si 
si 
conversione
IF-IF 
si 
si 
si 
si 
circa 30 (240) 
33 MHz 
si 
si 
conversione
IF-S 
si 
si 
si 
si 
5 (40) 
33 MHz 
si 
no 
transmodulazione § 
si 
si 
si 
no 
(270)# 
7/8 MHz 
si 
no 
note:

* calcolato considerando la presenza di 20 canali tv terrestri nell’impianto centralizzato esistente trattati con un centralino modulare e non utilizzando la banda VHF. Tra parentesi i programmi digitali totali considerando 8 programmi per ogni transponder.

# considerando solo i canali in banda S da 230 a 470 MHz e canali QAM da 7 MHz.

§ richiede un ricevitore DVB-C


Si può utilizzare un vecchio LNB dual out per realizzare un impianto centralizzato?

02/98 - Gli LNB dual pol dual out, sono oggi meno diffusi in quanto la loro maggiore commercializzazione avvenne prima dello sfruttamento delle bande di frequenza superiori a 11,7 GHz che caratterizza oggi l’offerta di canali digitali. Ciò non significa che un LNB dual pol dual out non si possa più utilizzare anzi la sua operatività può essere sufficiente per realizzare un impianto centralizzato per canali analogici che trasmettono prevalentemente sulla banda bassa da 10,7 a 11,7 GHz. L’unico limite può essere costituito dalla frequenza dell’oscillatore locale che tipicamente in questo tipo di LNB era di 10 GHz. Se si intende distribuire il segnale di Astra si deve fare attenzione alla banda sotto i 950 MHz in quanto essa verrebbe convertita in frequenze IF più basse di 950 MHz.

Nell’impianto si dovrebbero quindi utilizzare ricevitori dotati di tuner sintonizzabile a partire da 700 MHz. Solo alcuni modelli Amstrad e i modelli Pace hanno un tuner che parte da 700 MHz. Un altro problema potrebbe nascere se l’impianto centralizzato distribuisce anche i segnali terrestri. In questo caso non sarebbe possibile mescolare le due bande, quella IF sat e quella terrestre, in quanto parte della banda Vª tv sarebbe fortemente disturbata dai canali IF satellite compresi tra 700 e 860 MHz.


Si può collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata?

03/98 - Un ricevitore digitale è idoneo a ricevere segnali rispondenti alla norme DVB da qualunque satellite essi arrivino. Ciò significa che l’antenna ricevente può essere orientata in modo stabile verso un satellite oppure può essere orientabile tramite un montaggio polare motorizzato. La ricezione da più satelliti è quindi possibile ciò che invece è attualmente problematico è il metodo di gestione del sistema. Intendiamoci, il ricevitore è in grado di ricevere ma non è in grado di controllare il motore dell’antenna. Tutti gli attuali ricevitori digitali non dispongono di circuiti preposti al controllo di antenne motorizzate. Per potere muovere l’antenna è necessario quindi un posizionatore d’antenna. Il posizionatore può essere un apparecchio autonomo oppure un circuito aggiunto all’interno di un ricevitore analogico. Collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata implica quindi l’impiego di un ricevitore analogico con posizionatore integrato oppure di un posizionatore autonomo. Rimane ancora un aspetto da chiarire che riguarda lo skew. Chi conosce le antenne motorizzate sa che prima dell’introduzione degli LNB universali gli unici LNB collegabili ad una antenna motorizzata erano gli LNB a tripla banda. tali LNB sono privi di organi di polarizzazione pertanto richiedono l’impiego di un polarizzatore esterno. Tale polarizzatore viene controllato da ricevitori dotati di un apposito circuito interno che genera una corrente variabile in funzione dell'angolo di skew che si vuole ottenere.

Una vecchia antenna motorizzata era quindi costituita da un complesso LNB - polarizzatore — illuminatore che oggi può essere sostituito da un monoblocco definito LNB universale. Tale LNB può avere l’illuminatore a tromba per riflettori offset oppure una flangia C120 da fissare su un illuminatore a flangia corrugata per antenne a primo fuoco.

Grazie agli LNB universali oggi collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata è più facile che mai.

Se sotto il profilo tecnico si può ottenere una valida combinazione tra antenna motorizzata e ricevitore digitale rimane da risolvere l’aspetto gestionale avuto alla necessaria presenza di un apparecchio che si occupi di controllare il motore. Per questo motivo non è possibile memorizzare posizioni satellite associate ai programmi digitali per cui le operazioni di scelta del satellite e di selezione del programma rimangono indipendenti.

Spetta a chi utilizzerà il sistema di compilare una lista di programmi e satelliti sui quali tali programmi siano ricevibili. In fase d’ uso del sistema si tratterà quindi di portare l’antenna sulla posizione voluta ed in seguito agire sul telecomando del ricevitore digitale per scegliere tra le locazioni di memoria relative ai programmi ricevibili sulla posizione raggiunta.

In conclusione, il collegamento di una antenna motorizzata ad un ricevitore digitale è fattibile ma può essere un po’ macchinosa la gestione del sistema.

 


Soluzione A: il ricevitore digitale si può affiancare ad un ricevitore analogico con
posizionatore integrato.

Soluzione B: per motorizzare l'antenna collegata ad un ricevitore digitale serve un posizionatore d'antenna.


Una antenna fissa con Multisat si può collegare ad un ricevitore digitale?

03/98 - Il Multisat ha avuto una larga diffusione come sistema di motorizzazione del feed, tant’è che sono molti oggi gli utenti della tv satellite che ne fanno uso. Volendo collegare un ricevitore digitale al Multisat si deve mettere in conto la sostituzione dell’LNB con un modello universale. Questa operazione ha un solo limite che riguarda la prima generazione di Multisat che purtroppo non permetteva il passaggio del tono a 22 kHz. Tale limite renderebbe un LNB universale funzionante solo a metà, ovvero solo sulla banda bassa. Se invece il Multisat è dell’ultima generazione tale problema non sussiste perché il dispositivo è totalmente trasparente al tono a 22 kHz.


Esiste un ricevitore satellite in grado di ricevere segnali analogici e digitali?

04/98 - Attualmente è stato introdotto sul mercato Italiano un ricevitore di costruzione Francese commercializzato dalla Fracarro. Questo ricevitore si chiama CDTV 350 e dispone anche di un sistema di accesso condizionato Viaccess integrato. Questo ricevitore ha una memoria di 600 programmi con la possibilità di individuare 99 canali come favoriti. Permette la ricezione di canali analogici Pal, Secam, Ntsc e di canali digitali trasmessi in DVB con la tecnica MCPC. Nel frattempo altri costruttori stanno sviluppando ricevitori misti analogici-digitali che appariranno sul mercato entro quest’anno.


Si può collegare il ricevitore Gold Box ad una antenna dual feed?

04/98 - Il ricevitore digitale Gold Box è in grado di generare segnali DiSEqC per controllare commutatori d'antenna a due ingressi. I comandi DiSEqC sono inviati dal ricevitore al commutatore esterno tramite il solo cavo coassiale che collega l'antenna al ricevitore satellite. Il comando di commutazione viene generato quando si passa da un canale impostato su parabola 1 ad un canale impostato su parabola 2.

Per assegnare il numero di parabola al satellite procedere nel modo seguente:

Per il primo satellite (ad esempio Hot Bird) si devono usare le impostazioni di fabbrica o di default

Per il secondo satellite (ad esempio Astra) si deve attivare il menu' "impostazione parabola" (tasti Pers - 7 - 1), premere il tasto B, e selezionare i seguenti valori:

satellite: Altri

nº parabola: 2

banda: KU

frequenza: una frequenza di riferimento a scelta

freq.OL LNB: 10.600 se si utilizza un LNB universale

polarizzazione: verticale

22 kHz: Si

A questo punto si deve premere il tasto A del telecomando per ritornare al menu' precedente e quindi controllare che la barra indicatrice dell'intensità del segnale ricevuto sia sul verde. Ovviamente l'alimentazione LNB deve essere su On.

Ora si può procedere con la sintonia dei nuovi canali: dal menu' "aggiungi canali" selezionare la parabola 2 e procedere come al solito.


Come si deve collegare il decoder D2-Mac Philips CTU 900/00?

04/98 - Il decoder D2-Mac Philips CTU 900/00 dispone di due prese scart una per il TV l'altra per il VCR. Di fronte a queste indicazioni si rimane sconcertati non sapendo quale collegare alla scart decoder di un qualunque ricevitore satellite.

Il decoder si deve collegare con un cavo scart da un lato alla presa decoder del ricevitore sat analogico dall'altra alla presa VCR del CTU 900


E' vero che i centralini QAM funzionano bene anche con vecchi cavi coassiali?

04/98 - E' risaputo che i cavi coassiali hanno un decadimento delle caratteristiche molto graduale la cui velocità di degrado oltre ad essere influenzata dalla qualità iniziale del cavo è direttamente proporzionale alle condizioni di esercizio. Ad esempio i cavi che sono sottoposti a continui sbalzi termici o attraversano zone molto umide, perdono le loro caratteristiche originarie anche nel giro di pochi anni. Affermare quindi che un centralino sia indifferente a questi problemi è molto azzardato. Tuttavia possiamo confermare che la tecnica di distribuzione dei segnali digitali in QAM è quella scelta dalle reti tv via cavo in quanto la sua modulazione è molto più robusta della QPSK. La banda occupata dalla modulazione QAM è più stretta di quella impiegata in QPSK e opera nelle frequenze della banda S e non alle altissime frequenze della 1ª IF satellite. Quindi il cocktail costituito da modulazione robusta, banda stretta e frequenza operativa relativamente bassa fanno del segnale QAM un segnale che può affrontare anche reti particolarmente degradate. A questo riguardo abbiamo voluto pubblicare una fotografia scattata all'ultima edizione dell'Intel dove la ditta Ritar, che distribuisce In Italia i centralini QAM della Ikusi, ha fatto due nodi al cavo di utente per dimostrare visivamente sui monitor in esposizione come aspetti tecnicamente intollerabili, quali due nodi sul cavo, non diano alcun effetto di degrado sull'immagine di un segnale tv distribuito in QAM. Ovviamente questo esempio è emblematico ma non deve indurre a facili conclusioni che lasciamo a chi ha potuto sperimentare questa tecnica.


Negli impianti con multiswitch non è dannoso miscelare 1ªIF con tv terrestre?

04/98 - Tutti i problemi tecnici si devono affrontare partendo da punti di riferimento precisi. In questo caso il punto di riferimento riguarda la quantità di canali distribuiti, il loro dislivello, il massimo livello di uscita degli amplificatori e il livello dei prodotti di intermodulazione.

Più semplicemente si può dire che i segnali TV terrestri nelle bande VHF e UHF possono convivere con i segnali TV satellite in 1ª IF rispettando almeno i parametri stabiliti dalle norme tecniche CEI 100-6.

Prima di tutto si devono curare molto i dislivelli tra i vari canali. A tal proposito la norma CEI 100-6 indica i livelli dei segnali distribuiti alle prese di utente sia per i segnali tv terrestri modulati in AM sia per quelli satellite modulati in FM. Inoltre la stessa norma indica quali sono le differenze massime di livello fra i canali distribuiti nelle gamme VHF, UHF e 1ªIF satellite. La stessa norma prescrive anche il rapporto tra fra portante utile ed interferenza da intermodulazione. A questo riguardo non si deve ovviamente "tirare il collo" agli amplificatori. Per non incorrere in intermodulazioni pericolose occorre tenersi ampiamente al disotto del livello massimo di uscita dal centralino. E' ovvio che le verifiche di livello e di dislivello si devono fare con idonea strumentazione a partire dal semplice misuratore di campo.

Agendo con rigore scientifico e professionalità ed utilizzando materiali di provata qualità si riesce tranquillamente a fare convivere nella stessa rete di distribuzione la 1ª IF satellite con la gamma tv terrestre; provare per credere.


Cos’è la transmodulazione QPSK-QAM?

05/98 - I segnali digitali trasmessi da satellite con la modulazione QPSK sono caratterizzati da una larghezza di banda tipica di 33 MHz che è quella concessa dal transponder a bordo del satellite. Si possono utilizzare bande più strette o più larghe in funzione del bit rate che si deve ottenere. La modalità di trasmissione degli attuali canali digitali Italiani sfrutta la tecnica MCPC (Multi Channel Per Carrier) con la quale per ogni transponder viene inviato un pacchetto di programmi tv digitali che modula una portante in QPSK. Nella fase di ricezione e distribuzione dei segnali in un impianto collettivo, si può utilizzare la portante modulata in QPSK mantenendo la larghezza di banda originaria del canale (distribuzione in 1ªIF) oppure adottare la tecnica di transmodulazione TDT (Transparent Digital Transmodulation). Con questa tecnica la larghezza di banda originaria della trasmissione QPSK viene ridotta da 33 a circa 8 MHz.

Nel processo di transmodulazione il contenuto del segnale digitale viene semplicemente trasferito da una modulazione all'altra senza perdere nulla. Per questo motivo viene definita come "transmodulazione trasparente".


Quali sono le differenze tra QPSK e QAM?

05/98 - La differenza tra le due tecniche di modulazione consiste nel fatto che la tecnica QPSK è maggiormente robusta nei confronti del rumore pertanto è più adatta al trasferimento via etere su lunghissime distanze (tipo quelle a cui si trovano i satelliti geostazionari) quindi tra due punti tra loro a "vista ottica".

I segnali modulati in QPSK si possono trasferire via cavo senza problemi, esistono infatti alcune soluzioni per impianti collettivi che sfruttano i segnali digitali QPSK così come sono trasmessi da satellite ovvero in modo del tutto trasparente. L'inserimento di segnali QPSK nel cavo determina una ridondanza di banda tale da limitare di fatto il numero dei canali distribuibili. La tecnica QAM risolve il problema in quanto trasferisce nella banda normalmente assegnata ad un canale tv terrestre analogico un intero pacchetto di canali digitali MCPC.

 


Quanti tipi di modulazione tv digitale esistono?

05/98 - La modulazione digitale fine se stessa non fa distinzione tra radio o tv in quanto i dati da trasmettere sono frutto di campionamenti o conversioni A/D effettuati prima dello stadio di modulazione. Ciò che determina la differenza è invece il bit rate che deve necessariamente essere più elevato per le trasmissioni TV, con un flusso normalmente compreso tra 2000 e 8000 Kbit/s rispetto ai 192- 256 Kbit/s di una buona trasmissione digitale audio stereo.

Le modulazioni digitali che caratterizzeranno il panorama di trasmissioni da qui ad oltre il 2000 sono sostanzialmente tre: QPSK, QAM, OFDM.

La modulazione QPSK è quella attualmente in uso nelle trasmissioni DVB-S ( Digital Video Broadcasting-Satellite) da satellite. La modulazione QAM è impiegata nella distribuzione di programmi digitali trasmessi con la norma DVB-C nelle reti CATV (Cable Television) e SMATV (Satellite Master Antenna Television). La modulazione OFDM caratterizzerà invece le prossime trasmissioni digitali terrestri con lo standard DVB-T.


In poche parole cos'è il BER?

05/98 - Il BER è semplicemente un rapporto tra due valori che rappresentano la somma dei bit che nella fase di ricezione il decodificatore non riesce ad interpretare ed il numero totale di bit trasmessi. Nella ricezione di canali digitali un valore tipico di BER compreso tra 10E-3 e 10E-5 si può considerare normale mentre al di sotto di 10E-3 si può considerare scadente anche se non si ha ancora un riscontro sull'immagine.

Esistono in commercio misuratori di BER che si possono utilizzare per la verifica della ricezione sia di impianti individuali che centralizzati.


Quale deve essere il livello dei segnali tv satellite alle prese di un impianto centralizzato?

07-08/98 - Come per i segnali televisivi terrestri, le norme CEI 100-6 riportano i riferimenti più importanti per la classificazione delle prestazioni di un impianto di distribuzione collettiva. In particolare per la gamma della 1ª IF satellite da 950 a 1750 MHz il livello deve essere compreso tra 47 e 77 dBµV.

Purtroppo la norma si limita al valore massimo di 1750 MHz. Per maggiore sicurezza è consigliabile che i livelli indicati vengano rispettati anche per le frequenze IF fino a 2150 MHz.


Negli mpianti di distribuzione in 1ª IF satellite si possono collegare prese in cascata?

07-08/98 - Il collegamento di prese in cascata o "in serie" è possibile solo se il sistema di distribuzione adottato è di tipo monocavo. Le soluzioni di impianto che sfruttano una rete di distribuzione monocavo sono: conversione e filtratura IF, rimodulazione AM, transmodulazione QPSK-QAM. Questi sistemi, seppure con tecniche differenti, hanno lo scopo di rendere tutti i segnali indipendenti dalla loro polarizzazione e dalla loro banda di appartenenza. Nella conversione e filtratura IF, si ottiene ciò riorganizzando la banda IF sat con canali scelti tra tutti quelli disponibili. Per questo motivo il numero massimo di canali distribuibili è limitato dalla larghezza della banda IF sat da 950 a 2150 MHz. Nella rimodulazione AM i canali sat vengono trasformati in normali segnali tv e quindi vengono collocati nelle bande VHF e UHF sui canali liberi. Nella transmodulazione QPSK-QAM i canali sat in 1ª IF larghi 27-33 MHz, vengono convertiti su frequenze VHF o UHF e rimodulate in QAM per ottenere canali con una banda larga quanto un normale canale tv terrestre, circa 8 MHz. Tutti questi sistemi permettono quindi di avere ad ogni presa tv dell'impianto segnali svincolati da qualsiasi forma di controllo (i classici 13/18 volt o il tono a 22 kHz) ottenendo il grande vantaggio di poter essere trattati come i segnali tv terrestri e quindi con la possibilità di collegare le prese di utente anche in cascata. Ovviamente si devono collegare prese in cascata solo quando non sia possibile adottare altri sistemi. E' sempre consigliabile; per non creare dislivelli di segnale tra le prese dell'impianto, collegare le prese in derivazione da un idoneo derivatore di linea.


Come si può aggiornare il software del ricevitore D-Box?

07-08/98 - Per aggiornare la versione software 2.051 del D-Box si deve disporre di una speciale interfaccia chiamata BDM da collegare tra il D-Box e il computer, disponendo di tale interfaccia la procedura da seguire è la seguente:

spegnere il D-Box staccando fisicamente la spina di corrente; aprire il coperchio dell’apparecchio; localizzare il jumper xp06 e cortocircuitarlo; collegare il cavo dell' interfaccia BDM alla bdm del Nokia ed alla porta parallela del computer;

lanciare il programma; accendere il D-Box; premere "connect"; scegliere l’opzione "bootloader"; caricare il file binario del bootloader (cioe' parte del software che permetterà il caricamento dei dati tramite la presa seriale del D-Box); il programma chiedereà conferma "start ?", confermare; attendere fino alla fine del caricamento del bootloader; premere "connect" (il computer si sconnette) e verificare che per pochissimo tempo sul display del D-Box appaia la versione di

bootloader appena installata (di solito si installa la BP2.00ums); premere "connect" (il computer si riconnette); scegliere l’opzione "software"; caricare file binario del firmware (FTA 1.0 , Dream 5.1 ); il programma chiederà conferma "start ?", confermare;attendere fino alla fine del caricamento del software; premere "connect" (il computer si sconnette); spegnere il D-Box; togliere ponticello su xp06; scollegare il cavo dell’interfaccia BDM; richiudere il D-Box e buon divertimento.


Perchè il decoder SVA1 lavora in modo intermittente?

07-08/98 - Può accadere che il decoder VideoCrypt SVA1 stenti a funzionare e lasci quindi criptate le immagini. Il primo tentativo consiste nel ruotare il trimmer PP02 in senso antiorario. Questo trimmer è situato nel circuito di alimentazione e si deve regolare per ottenere 4,8 volt sul test point TP1. Se regolando PP02 il difetto persiste si potrà indagare sull’efficienza del circuito integrato TEA 2029C e sui diodi DW01 e DW02.


Qual’è la reale funzione del tasto DBS nel vecchio ricevitore Uniden UST7007

07-08/98 - Il ricevitore Uniden UST7007 è stato tra i primi ricevitori analogici a considerare la ricezione della banda DBS secondo il famoso rapporto Warc 77. Tale rapporto suddivideva la banda DBS in 40 canali con frequenza di sintonia fissa. Il ricevitore Uniden permetteva quindi al sistema di sintonia di procedere a passi di canale e non a passi di frequenza agevolando e velocizzando le operazioni di programmazione dei canali. Infatti la sintonia dei canali DBS avveniva con passi di 4 MHz contro i passi da 1 MHz della banda ECS. La commutazione tra DBS e ESC era influenzata dalla posizione di un commutatore posto sul retro del ricevitore. Se tale commutatore veniva posto a destra il ricevitore generava 15 volt per i canali ECS e 18 volt per quelli DBS.


Come si deve collegare il ricevitore sat via scart?

09/98 - Esistono diverse possibilità di collegamento di un ricevitore satellite al televisore e al videoregistratore. Le diverse modalità dipendono dal numero di prese scart presenti nel ricevitore satellite. Se ci sono solo due prese scart esse sono normalmente destinate al televisore e ad un decoder esterno oppure ad un videoregistratore. Se le scart sono tre vi è una presa per ogni apparecchio, televisore, videoregistratore e decoder esterno.

Le modalità di collegamento sono evidenziate nella figura 1.

Realizzando i collegamenti di figura 1 si ha quindi la possibilità di vedere sul televisore un programma satellite oppure un programma terrestre oppure una videocassetta. La gestione dei vari segnali viene fatta tramite le prese scart del ricevitore satellite. Quando la videocassetta va in play; il ricevitore satellite commuta automaticamente il segnale di uscita dalla scart tv in modo che passi il segnale AV del videoregistratore. Questa commutazione automatica avviene grazie alla presenza della apposita tensione di controllo di 12 volt presente al piedino 8 della scart.

Nello schema si può anche notare un collegamento RF dell’antenna terrestre con ricevitore sat, videoregistratore e televisore. Rispettando questo ordine di collegamento, si può anche videoregistrare un programma tv satellite mentre si segue alla tv un programma tv terrestre.

didascalia: Schema dei collegamenti che si devono fare per inserire un ricevitore satellite ed un decoder, tra televisore, videoregistratore e antenna terrestre. Grazie all’uso di cavi scart le funzioni di commutazione tra le varie sorgenti AV sono del tutto automatiche.


 

Quanti sono i transponder Italiani di Eutelsat a 13° est

09/98 - Si deve distinguere tra transponder che trasmettono canali analogici e tra quelli che trasmettono canali digitali. Questi ultimi, che sono oggi di maggiore interesse, raggiungeranno entro fine anno quota "20". Ovvero saranno attivi 20 transponder dedicati totalmente o parzialmente a trasmissioni di programmi diffusi per il pubblico Italiano. Nel grafico di figura 2 è rappresentato lo spettro dei canali trasmessi dai satelliti Eutelsat a 13° est. Osservando la figura si può notare la presenza di ben 16 transponder in polarizzazione verticale e 4 transponder in polarizzazione orizzontale. Questi ultimi sono quelli che D+ dedica alla trasmissione del Telecalcio.

I transponder sono così suddivisi: 4 per Stream; 2 per la RAI; 3 per Telespazio; 10 per D+.

E’ stato considerato anche il transponder sul quale Eutelsat stà effettuando le prime trasmissioni in Skyplex perché alcuni dei programmi è previsto che siano in Italiano.

Nel grafico sono indicate sia le frequenze centrali dei transponder che le frequenze IF considerando l’uso di un LNB universale con oscillatori locali a 9,75 GHz e 10,6 GHz. Per ogni transponder è anche indicato il numero attribuito da Eutelsat.

Previsione di impiego dei transponder Italiani dei satelliti Eutelsat collocati a 13° est.