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Impianti di antenna
Ci sono libri e programmi per computer sugli impianti di antenna? 05/97 - Eccome, ci sono sia testi che software
sull'argomento. In particolare tra le ultime novità sugli impianti di antenna
in genere vi è il libro si Argeo Deotto "Manuale degli Impianti
d'antenna TV e SAT " Editrice CO.EL. £.44.000, che è una versione
completamente rinnovata del famoso manuale uscito oltre quindici anni or sono.
Oltre alla descrizione puntuale di antenne e sistemi riceventi vi è anche una
parte dedicata alla progettazione dell'impianto centralizzato nel rispetto delle
norme. Un altro volume di riferimento è il libro di Salvatore Randieri
"Sistemi di antenna TV" Editrice Radio & Data Communication £.80.000,
opera indirizzata a tutti gli operatori, che affronta in modo scientifico il
progetto dell'impianto ricevente e la valutazione della qualità dei segnali di
un sistema di ricezione e distribuzione dei segnali TV.
E' obbligatorio rilasciare la dichiarazione di conformità per avere semplicemente sostituito il centralino tv in un impianto centralizzato TV? 03/97 - La legge 46/90 prescrive che la
dichiarazione di conformità venga rilasciata solo per lavori diversi dalla
manutenzione ordinaria. Per manutenzione ordinaria si intende un intervento
finalizzato a contenere il degrado normale d'uso nonché a far fronte ad eventi
accidentali che comportino la necessità di interventi che non modifichino la
struttura essenziale dell'impianto. La sostituzione di un centralino tv può
essere assimilata ad intervento di manutenzione ordinaria a patto che il
centralino presenti le stesse o equivalenti caratteristiche e non vi siano
modifiche all'impianto o ai tracciati delle linee di discesa per effetto della
sostituzione. Pertanto si può ritenere che una semplice sostituzione "tout
court" del centralino non sia soggetta al rilascio della dichiarazione di
conformità.
Quali sono le norme sugli impianti centralizzati? 12/97 - Il panorama normativo sugli impianti
centralizzati TV ha subito negli ultimi mesi parecchie modifiche grazie alla
pubblicazione della settima parte della norma EN 50083 classificata come norma
CEI 100-6. Per chi non lo sapesse ancora le norme sugli impianti tv fanno ora
parte del comitato 100 al posto del vecchio comitato 12 che si occupa ora di
altri argomenti. E’ anche stata trasformato in norma definitiva, il progetto
C659 “Guida per l’applicazione delle norma riguardanti gli impianti
d’antenna per ricezione radiofonica e televisiva”
Si potrebbe conoscere il reale significato di termini quali: partitore, presa terminale, colonna, derivatore ecc… che spesso sono usati a sproposito? 12/97 - Siamo d’accordo con il lettori dei
quali abbiamo condensato le richieste. In effetti tra gli addetti ai lavori si
usano spesso più parole per definire la stessa cosa. Per non sbagliare si
dovrebbero seguire le definizioni fornite dalle norme CEI ma queste si limitano
alle seguenti indicazioni tratte dalla norma CEI EN 50083-4: art.2.8 - “Presa
d’utente - dispositivo atto a connettere un cavo d’utente ad un cavo di
diramazione”; art.2.9 - “Presa d’utente di un impianto di distribuzione in
cascata - dispositivo attraverso il quale passa il cavo di diramazione ed a cui
è collegata una linea di raccordo, senza l’utilizzo di un cavo di utente”.
12/97 - Il Simulcrypt è un sistema messo a
punto dal consorzio DVB che permette ad un operatore tv di trasmettere le
informazioni di decodifica relative a diversi sistemi di accesso condizionato.
In questo modo per un operatore è possibile controllare diversi tipi di
ricevitori digitali. Nel caso Italiano di Tele+ vengono trasmesse le
informazioni relative ai sistemi di accesso condizionato Irdeto e Mediaguard.
Così facendo gli abbonati che dispongono di ricevitore seca -mediaguard possono
ricevere gli stessi programmi che ricevono i possessori di ricevitori Irdeto.
Ci vuole il salvavita per il centralino tv? 12/97 - Molti lettori che operano come
professionisti nel campo delle installazioni centralizzate tv ci hanno segnalato
che in seguito a controlli degli enti preposti è stato obbligata
l’installazione di un interruttore differenziale a protezione del centralino
tv.
Perché in un impianto sat digitale non funzionano i canali in banda alta e gli altri eseguono continui fermi immagine? 02/97 - Alcuni lettori ci hanno segnalato
malfunzionamenti degli impianti digitali nei quali gli effetti più evidenti
sono costituiti da fermo immagine, frammentazione dell'immagine, assenza
momentanea o addirittura nessuna decodifica di pacchetti di canali appartenenti
ad un solo transponder.
Qual'è la piedinatura delle prese SCSI e RS 232 installate sui ricevitori digitali? 02/97 - Con i ricevitori dell'ultima
generazione i riparatori operanti nel settore si trovano a dover affrontare
problematiche nuove di cui probabilmente non si erano mai occupati prima tra cui
il collegamento di un modem o di una periferica SCSI. Osservando il pannello
posteriore dei ricevitori digitali si nota la presenza di due nuove prese che
nel gergo dei computer vengono chiamate "porte". Le porte in questione
rispondono al nome di RS-232 e SCSI, ed entrambe sono destinate ad apparecchi
che possono dialogare ovvero trasmettere e/o ricevere dati verso e dal
ricevitore sat digitale.
Il cavo coassiale dell'impianto sat deve essere collegato a terra? 03/97 - Citiamo sinteticamente gli articoli
della norma Europea EN 50083-1 classificata in Italia come CEI 12-43. Qual'é la lunghezza massima di una linea di discesa? 03/97 - La lunghezza massima di una linea in
cavo coassiale dipende dai seguenti fattori:
Si può collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata? 01/98 - L'antenna motorizzata è normamente formata da un disco riflettore, un convertitore a basso rumore LNB ed un polarizzatore. Con l'introduzone degli LNB universali è stato possibile sostituire il gruppo convertitore- illuminatore-polarizzatore con un unico prodotto che è appunto l'attuale LNB universale. I nuovi impianti motorizzati possono utilizzare l'LNB universale a patto che detti impianti siano realizzati con sistemi polari ovvero con un motore polare oppure con un montaggio polare. Il motivo di ciò risiede nel fatto che i sistemi polari fanno compiere all'antenna una rotazione tale da compensare l'offset di polarizzazione e quindi permettendo una corretta ricezione senza dover correggere lo skew. L'assenza di correzione dello skew ha determinato quindi la possibilità di poter collegare anche un ricevitore digitale. E' quindi possibile collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata dotata di LNB universale.
Qual'è la differenza tra centralino vestigiale e centralino normale? 01/98 - Esistono in commercio centralini tv satellite con modulatore incorporato chiamati "vestigiali" perchè includono un sistema per il quale la banda generata dal modulatore RF viene filtrata al fine di eliminare la banda laterale posta a - 5,5 MHz rispetto alla portante video. Vi sono due tipi di modulatori definibili come vestigiali: Il primo è, in pratica, un modulatore IF con filtro SAW sulla catena IF e convertitore in salita per generare il canale RF; il secondo è invece un oscillatore in fondamentale modulato da un segnale tv e dotato di filtro in uscita sintonizzato sulla componente a -5,5 MHz. Tra i due il primo è quello veramente vestigiale, tuttavia anche con il secondo si ottengono risultati soddisfacenti. La differenza tra un centralino vestigiale (VSB) ed uno normale (DSB) consiste quindi nella presenza o meno della banda laterale. I centralini DSB non si possono utilizzare su canali adiacenti ma si deve necessariamente avere un canale di distanza. Con i centralini VSB si possono invece sfruttare i canali adiacenti senza problema. Nella figura è rappresentato lo spettro di due segnali prelevati all'uscita di due centralini di cui uno VSB e l'altro DSB. Altri dettagli sull'argomento sono stati pubblicati in filo diretto nel numero di Gennaio 97.
Spettro di due segnali prelevati all’uscita
di un centralino DSB e VSB. Ad una antenna offset dual feed puntata su Astra e Eutelsat si può aggiungere un terzo LNB per il satellite Telecom? 01/98 - Possiamo confermare che l'operazione è possibile ma si deve allestire un apposito supporto che costituisca un secondo braccio sul quale fissare il terzo LNB. La posizione del terzo LNB è da ricercare sperimentalmente con l'aiuto di un ricevitore già presintonizzato o di un misuratore di campo. Vale la pena di tentare perché i risultati sono sorprendenti.
Cosa significa "equalizzare l'impianto"? 01/98 - Il termine equalizzazione viene associato alle operazioni necessarie in un impianto di distribuzione per tv terrestre e 1ªIF satellite, per ottenere un migliore equilibrio tra i vari canali distribuiti. L'equalizzazione consiste nel correggere la curva di risposta della rete mediante un dispositivo da inserire alla testa dell'impianto detto appunto equalizzatore. L'equalizzatore è realizzato con un filtro nel quale tramite un solo regolatore è possibile variare il grado di attenuazione del circuito in funzione della frequenza. La regolazione, in pratica, agisce maggiormente sulle frequenze più basse che su quelle più elevate con il risultato di compensare l'attenuazione del cavo (vedi figura). La rete, com'è noto è formata da elementi che introducono attenuazione del segnale. Mentre i derivatori hanno tipicamente una curva di risposta abbastanza lineare il cavo coassiale invece ha una attenuazione tipica che aumenta all'aumentare della frequenza. L'equalizzatore ha quindi il compito di introdurre una curva di risposta contraria a quella del cavo e quindi ristabilire, entro certi limiti, una certa linearità di risposta dell'intera rete.
Perchè
i ricevitori IRD Pace non sempre agganciano i canali VideoCrypt? E’ vero che c’è una nuova legge che obbliga a centralizzare le antenne? 02/98 - La nuova legge 31 luglio 97 n° 249, famosa come legge Maccanico, oltre a dettare le regole per la costituzione dell’Autorità delle comunicazioni all’articolo 3 comma 13 recita come segue: "A partire dal 1° gennaio 1998 gli immobili, composti da più unità abitative di nuova costruzione o quelli soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono di norma di antenne collettive e possono installare o utilizzare reti via cavo per distribuire nelle singole unità le trasmissioni ricevute mediante antenne collettive. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i comuni emanano un regolamento sull’installazione degli apparati di ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari nei centri storici al fine di garantire la salvaguardia degli aspetti paesaggistici." Anche se sono ancora da definire modalità ed eccezioni da parte dei sindaci, sembra che l’obbligo di avvalersi di antenne collettive debba essere esteso a tutti gli immobili di nuova costruzione ma anche a quelli soggetti a ristrutturazione. Non ci rimane che attendere le decisioni dei sindaci. Quanti canali satellite si possono distribuire in un impianto centralizzato? 02/98 - Ovviamente dipende dal tipo di
impianto. Si possono distinguere due categorie di impianti: mono-cavo e
multi-cavo. Facendo un paragone tra i due partendo da una sola antenna dotata di
un solo LNB si può dire che l’impianto multi-cavo permette di ricevere tutto
il ricevibile mentre l’impianto monocavo impone la scelta di un certo numero
di canali variabile secondo il tipo di impianto. Le limitazioni del mono-cavo
dipendono dalla banda disponibile e dal sistema utilizzato nel terminale di
testa. Quest’ultimo può essere dei seguenti tipi: a rimodulazione AM, a
filtratura IF, a conversione IF-IF, a conversione IF-S, a transmodulazione
QPSK-QAM. Nella tabella sono indicate le caratteristiche ed i limiti di ognuno
di questi sistemi.
* calcolato considerando la presenza di 20 canali tv terrestri nell’impianto centralizzato esistente trattati con un centralino modulare e non utilizzando la banda VHF. Tra parentesi i programmi digitali totali considerando 8 programmi per ogni transponder. # considerando solo i canali in banda S da 230 a 470 MHz e canali QAM da 7 MHz. § richiede un ricevitore DVB-C Si può utilizzare un vecchio LNB dual out per realizzare un impianto centralizzato? 02/98 - Gli LNB dual pol dual out, sono oggi meno diffusi in quanto la loro maggiore commercializzazione avvenne prima dello sfruttamento delle bande di frequenza superiori a 11,7 GHz che caratterizza oggi l’offerta di canali digitali. Ciò non significa che un LNB dual pol dual out non si possa più utilizzare anzi la sua operatività può essere sufficiente per realizzare un impianto centralizzato per canali analogici che trasmettono prevalentemente sulla banda bassa da 10,7 a 11,7 GHz. L’unico limite può essere costituito dalla frequenza dell’oscillatore locale che tipicamente in questo tipo di LNB era di 10 GHz. Se si intende distribuire il segnale di Astra si deve fare attenzione alla banda sotto i 950 MHz in quanto essa verrebbe convertita in frequenze IF più basse di 950 MHz. Nell’impianto si dovrebbero quindi utilizzare ricevitori dotati di tuner sintonizzabile a partire da 700 MHz. Solo alcuni modelli Amstrad e i modelli Pace hanno un tuner che parte da 700 MHz. Un altro problema potrebbe nascere se l’impianto centralizzato distribuisce anche i segnali terrestri. In questo caso non sarebbe possibile mescolare le due bande, quella IF sat e quella terrestre, in quanto parte della banda Vª tv sarebbe fortemente disturbata dai canali IF satellite compresi tra 700 e 860 MHz. Si può collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata? 03/98 - Un ricevitore digitale è idoneo a ricevere segnali rispondenti alla norme DVB da qualunque satellite essi arrivino. Ciò significa che l’antenna ricevente può essere orientata in modo stabile verso un satellite oppure può essere orientabile tramite un montaggio polare motorizzato. La ricezione da più satelliti è quindi possibile ciò che invece è attualmente problematico è il metodo di gestione del sistema. Intendiamoci, il ricevitore è in grado di ricevere ma non è in grado di controllare il motore dell’antenna. Tutti gli attuali ricevitori digitali non dispongono di circuiti preposti al controllo di antenne motorizzate. Per potere muovere l’antenna è necessario quindi un posizionatore d’antenna. Il posizionatore può essere un apparecchio autonomo oppure un circuito aggiunto all’interno di un ricevitore analogico. Collegare un ricevitore digitale ad una antenna motorizzata implica quindi l’impiego di un ricevitore analogico con posizionatore integrato oppure di un posizionatore autonomo. Rimane ancora un aspetto da chiarire che riguarda lo skew. Chi conosce le antenne motorizzate sa che prima dell’introduzione degli LNB universali gli unici LNB collegabili ad una antenna motorizzata erano gli LNB a tripla banda. tali LNB sono privi di organi di polarizzazione pertanto richiedono l’impiego di un polarizzatore esterno. Tale polarizzatore viene controllato da ricevitori dotati di un apposito circuito interno che genera una corrente variabile in funzione dell'angolo di skew che si vuole ottenere. Una vecchia antenna motorizzata era quindi costituita da un complesso LNB - polarizzatore — illuminatore che oggi può essere sostituito da un monoblocco definito LNB universale. Tale LNB può avere l’illuminatore a tromba per riflettori offset oppure una flangia C120 da fissare su un illuminatore a flangia corrugata per antenne a primo fuoco.
Se sotto il profilo tecnico si può ottenere una valida combinazione tra antenna motorizzata e ricevitore digitale rimane da risolvere l’aspetto gestionale avuto alla necessaria presenza di un apparecchio che si occupi di controllare il motore. Per questo motivo non è possibile memorizzare posizioni satellite associate ai programmi digitali per cui le operazioni di scelta del satellite e di selezione del programma rimangono indipendenti. Spetta a chi utilizzerà il sistema di compilare una lista di programmi e satelliti sui quali tali programmi siano ricevibili. In fase d’ uso del sistema si tratterà quindi di portare l’antenna sulla posizione voluta ed in seguito agire sul telecomando del ricevitore digitale per scegliere tra le locazioni di memoria relative ai programmi ricevibili sulla posizione raggiunta. In conclusione, il collegamento di una antenna motorizzata ad un ricevitore digitale è fattibile ma può essere un po’ macchinosa la gestione del sistema.
Soluzione B: per motorizzare l'antenna collegata ad un ricevitore digitale serve un posizionatore d'antenna. Una antenna fissa con Multisat si può collegare ad un ricevitore digitale? 03/98 - Il Multisat ha avuto una larga diffusione come sistema di motorizzazione del feed, tant’è che sono molti oggi gli utenti della tv satellite che ne fanno uso. Volendo collegare un ricevitore digitale al Multisat si deve mettere in conto la sostituzione dell’LNB con un modello universale. Questa operazione ha un solo limite che riguarda la prima generazione di Multisat che purtroppo non permetteva il passaggio del tono a 22 kHz. Tale limite renderebbe un LNB universale funzionante solo a metà, ovvero solo sulla banda bassa. Se invece il Multisat è dell’ultima generazione tale problema non sussiste perché il dispositivo è totalmente trasparente al tono a 22 kHz. Esiste un ricevitore satellite in grado di ricevere segnali analogici e digitali? 04/98 - Attualmente è stato introdotto sul mercato Italiano un ricevitore di costruzione Francese commercializzato dalla Fracarro. Questo ricevitore si chiama CDTV 350 e dispone anche di un sistema di accesso condizionato Viaccess integrato. Questo ricevitore ha una memoria di 600 programmi con la possibilità di individuare 99 canali come favoriti. Permette la ricezione di canali analogici Pal, Secam, Ntsc e di canali digitali trasmessi in DVB con la tecnica MCPC. Nel frattempo altri costruttori stanno sviluppando ricevitori misti analogici-digitali che appariranno sul mercato entro quest’anno. Si può collegare il ricevitore Gold Box ad una antenna dual feed? 04/98 - Il ricevitore digitale Gold Box è in grado di generare segnali DiSEqC per controllare commutatori d'antenna a due ingressi. I comandi DiSEqC sono inviati dal ricevitore al commutatore esterno tramite il solo cavo coassiale che collega l'antenna al ricevitore satellite. Il comando di commutazione viene generato quando si passa da un canale impostato su parabola 1 ad un canale impostato su parabola 2. Per assegnare il numero di parabola al satellite procedere nel modo seguente: Per il primo satellite (ad esempio Hot Bird) si devono usare le impostazioni di fabbrica o di default Per il secondo satellite (ad esempio Astra) si deve attivare il menu' "impostazione parabola" (tasti Pers - 7 - 1), premere il tasto B, e selezionare i seguenti valori: satellite: Altri nº parabola: 2 banda: KU frequenza: una frequenza di riferimento a scelta freq.OL LNB: 10.600 se si utilizza un LNB universale polarizzazione: verticale 22 kHz: Si A questo punto si deve premere il tasto A del telecomando per ritornare al menu' precedente e quindi controllare che la barra indicatrice dell'intensità del segnale ricevuto sia sul verde. Ovviamente l'alimentazione LNB deve essere su On. Ora si può procedere con la sintonia dei nuovi canali: dal menu' "aggiungi canali" selezionare la parabola 2 e procedere come al solito. Come si deve collegare il decoder D2-Mac Philips CTU 900/00? 04/98 - Il decoder D2-Mac Philips CTU 900/00 dispone di due prese scart una per il TV l'altra per il VCR. Di fronte a queste indicazioni si rimane sconcertati non sapendo quale collegare alla scart decoder di un qualunque ricevitore satellite. Il decoder si deve collegare con un cavo scart da un lato alla presa decoder del ricevitore sat analogico dall'altra alla presa VCR del CTU 900 E' vero che i centralini QAM funzionano bene anche con vecchi cavi coassiali? 04/98 - E' risaputo che i cavi coassiali hanno un decadimento delle caratteristiche molto graduale la cui velocità di degrado oltre ad essere influenzata dalla qualità iniziale del cavo è direttamente proporzionale alle condizioni di esercizio. Ad esempio i cavi che sono sottoposti a continui sbalzi termici o attraversano zone molto umide, perdono le loro caratteristiche originarie anche nel giro di pochi anni. Affermare quindi che un centralino sia indifferente a questi problemi è molto azzardato. Tuttavia possiamo confermare che la tecnica di distribuzione dei segnali digitali in QAM è quella scelta dalle reti tv via cavo in quanto la sua modulazione è molto più robusta della QPSK. La banda occupata dalla modulazione QAM è più stretta di quella impiegata in QPSK e opera nelle frequenze della banda S e non alle altissime frequenze della 1ª IF satellite. Quindi il cocktail costituito da modulazione robusta, banda stretta e frequenza operativa relativamente bassa fanno del segnale QAM un segnale che può affrontare anche reti particolarmente degradate. A questo riguardo abbiamo voluto pubblicare una fotografia scattata all'ultima edizione dell'Intel dove la ditta Ritar, che distribuisce In Italia i centralini QAM della Ikusi, ha fatto due nodi al cavo di utente per dimostrare visivamente sui monitor in esposizione come aspetti tecnicamente intollerabili, quali due nodi sul cavo, non diano alcun effetto di degrado sull'immagine di un segnale tv distribuito in QAM. Ovviamente questo esempio è emblematico ma non deve indurre a facili conclusioni che lasciamo a chi ha potuto sperimentare questa tecnica. Negli impianti con multiswitch non è dannoso miscelare 1ªIF con tv terrestre? 04/98 - Tutti i problemi tecnici si devono affrontare partendo da punti di riferimento precisi. In questo caso il punto di riferimento riguarda la quantità di canali distribuiti, il loro dislivello, il massimo livello di uscita degli amplificatori e il livello dei prodotti di intermodulazione. Più semplicemente si può dire che i segnali TV terrestri nelle bande VHF e UHF possono convivere con i segnali TV satellite in 1ª IF rispettando almeno i parametri stabiliti dalle norme tecniche CEI 100-6. Prima di tutto si devono curare molto i dislivelli tra i vari canali. A tal proposito la norma CEI 100-6 indica i livelli dei segnali distribuiti alle prese di utente sia per i segnali tv terrestri modulati in AM sia per quelli satellite modulati in FM. Inoltre la stessa norma indica quali sono le differenze massime di livello fra i canali distribuiti nelle gamme VHF, UHF e 1ªIF satellite. La stessa norma prescrive anche il rapporto tra fra portante utile ed interferenza da intermodulazione. A questo riguardo non si deve ovviamente "tirare il collo" agli amplificatori. Per non incorrere in intermodulazioni pericolose occorre tenersi ampiamente al disotto del livello massimo di uscita dal centralino. E' ovvio che le verifiche di livello e di dislivello si devono fare con idonea strumentazione a partire dal semplice misuratore di campo. Agendo con rigore scientifico e professionalità ed utilizzando materiali di provata qualità si riesce tranquillamente a fare convivere nella stessa rete di distribuzione la 1ª IF satellite con la gamma tv terrestre; provare per credere. Cos’è la transmodulazione QPSK-QAM? 05/98 - I segnali digitali trasmessi da satellite con la modulazione QPSK sono caratterizzati da una larghezza di banda tipica di 33 MHz che è quella concessa dal transponder a bordo del satellite. Si possono utilizzare bande più strette o più larghe in funzione del bit rate che si deve ottenere. La modalità di trasmissione degli attuali canali digitali Italiani sfrutta la tecnica MCPC (Multi Channel Per Carrier) con la quale per ogni transponder viene inviato un pacchetto di programmi tv digitali che modula una portante in QPSK. Nella fase di ricezione e distribuzione dei segnali in un impianto collettivo, si può utilizzare la portante modulata in QPSK mantenendo la larghezza di banda originaria del canale (distribuzione in 1ªIF) oppure adottare la tecnica di transmodulazione TDT (Transparent Digital Transmodulation). Con questa tecnica la larghezza di banda originaria della trasmissione QPSK viene ridotta da 33 a circa 8 MHz. Nel processo di transmodulazione il contenuto del segnale digitale viene semplicemente trasferito da una modulazione all'altra senza perdere nulla. Per questo motivo viene definita come "transmodulazione trasparente". Quali sono le differenze tra QPSK e QAM? 05/98 - La differenza tra le due tecniche di modulazione consiste nel fatto che la tecnica QPSK è maggiormente robusta nei confronti del rumore pertanto è più adatta al trasferimento via etere su lunghissime distanze (tipo quelle a cui si trovano i satelliti geostazionari) quindi tra due punti tra loro a "vista ottica". I segnali modulati in QPSK si possono trasferire via cavo senza problemi, esistono infatti alcune soluzioni per impianti collettivi che sfruttano i segnali digitali QPSK così come sono trasmessi da satellite ovvero in modo del tutto trasparente. L'inserimento di segnali QPSK nel cavo determina una ridondanza di banda tale da limitare di fatto il numero dei canali distribuibili. La tecnica QAM risolve il problema in quanto trasferisce nella banda normalmente assegnata ad un canale tv terrestre analogico un intero pacchetto di canali digitali MCPC.
Quanti tipi di modulazione tv digitale esistono? 05/98 - La modulazione digitale fine se stessa non fa distinzione tra radio o tv in quanto i dati da trasmettere sono frutto di campionamenti o conversioni A/D effettuati prima dello stadio di modulazione. Ciò che determina la differenza è invece il bit rate che deve necessariamente essere più elevato per le trasmissioni TV, con un flusso normalmente compreso tra 2000 e 8000 Kbit/s rispetto ai 192- 256 Kbit/s di una buona trasmissione digitale audio stereo. Le modulazioni digitali che caratterizzeranno il panorama di trasmissioni da qui ad oltre il 2000 sono sostanzialmente tre: QPSK, QAM, OFDM. La modulazione QPSK è quella attualmente in uso nelle trasmissioni DVB-S ( Digital Video Broadcasting-Satellite) da satellite. La modulazione QAM è impiegata nella distribuzione di programmi digitali trasmessi con la norma DVB-C nelle reti CATV (Cable Television) e SMATV (Satellite Master Antenna Television). La modulazione OFDM caratterizzerà invece le prossime trasmissioni digitali terrestri con lo standard DVB-T. 05/98 - Il BER è semplicemente un rapporto tra due valori che rappresentano la somma dei bit che nella fase di ricezione il decodificatore non riesce ad interpretare ed il numero totale di bit trasmessi. Nella ricezione di canali digitali un valore tipico di BER compreso tra 10E-3 e 10E-5 si può considerare normale mentre al di sotto di 10E-3 si può considerare scadente anche se non si ha ancora un riscontro sull'immagine. Esistono in commercio misuratori di BER che si possono utilizzare per la verifica della ricezione sia di impianti individuali che centralizzati. Quale deve essere il livello dei segnali tv satellite alle prese di un impianto centralizzato? 07-08/98 - Come per i segnali televisivi terrestri, le norme CEI 100-6 riportano i riferimenti più importanti per la classificazione delle prestazioni di un impianto di distribuzione collettiva. In particolare per la gamma della 1ª IF satellite da 950 a 1750 MHz il livello deve essere compreso tra 47 e 77 dBµV. Purtroppo la norma si limita al valore massimo di 1750 MHz. Per maggiore sicurezza è consigliabile che i livelli indicati vengano rispettati anche per le frequenze IF fino a 2150 MHz. Negli mpianti di distribuzione in 1ª IF satellite si possono collegare prese in cascata? 07-08/98 - Il collegamento di prese in cascata o "in serie" è possibile solo se il sistema di distribuzione adottato è di tipo monocavo. Le soluzioni di impianto che sfruttano una rete di distribuzione monocavo sono: conversione e filtratura IF, rimodulazione AM, transmodulazione QPSK-QAM. Questi sistemi, seppure con tecniche differenti, hanno lo scopo di rendere tutti i segnali indipendenti dalla loro polarizzazione e dalla loro banda di appartenenza. Nella conversione e filtratura IF, si ottiene ciò riorganizzando la banda IF sat con canali scelti tra tutti quelli disponibili. Per questo motivo il numero massimo di canali distribuibili è limitato dalla larghezza della banda IF sat da 950 a 2150 MHz. Nella rimodulazione AM i canali sat vengono trasformati in normali segnali tv e quindi vengono collocati nelle bande VHF e UHF sui canali liberi. Nella transmodulazione QPSK-QAM i canali sat in 1ª IF larghi 27-33 MHz, vengono convertiti su frequenze VHF o UHF e rimodulate in QAM per ottenere canali con una banda larga quanto un normale canale tv terrestre, circa 8 MHz. Tutti questi sistemi permettono quindi di avere ad ogni presa tv dell'impianto segnali svincolati da qualsiasi forma di controllo (i classici 13/18 volt o il tono a 22 kHz) ottenendo il grande vantaggio di poter essere trattati come i segnali tv terrestri e quindi con la possibilità di collegare le prese di utente anche in cascata. Ovviamente si devono collegare prese in cascata solo quando non sia possibile adottare altri sistemi. E' sempre consigliabile; per non creare dislivelli di segnale tra le prese dell'impianto, collegare le prese in derivazione da un idoneo derivatore di linea. Come si può aggiornare il software del ricevitore D-Box? 07-08/98 - Per aggiornare la versione software 2.051 del D-Box si deve disporre di una speciale interfaccia chiamata BDM da collegare tra il D-Box e il computer, disponendo di tale interfaccia la procedura da seguire è la seguente: spegnere il D-Box staccando fisicamente la spina di corrente; aprire il coperchio dell’apparecchio; localizzare il jumper xp06 e cortocircuitarlo; collegare il cavo dell' interfaccia BDM alla bdm del Nokia ed alla porta parallela del computer; lanciare il programma; accendere il D-Box; premere "connect"; scegliere l’opzione "bootloader"; caricare il file binario del bootloader (cioe' parte del software che permetterà il caricamento dei dati tramite la presa seriale del D-Box); il programma chiedereà conferma "start ?", confermare; attendere fino alla fine del caricamento del bootloader; premere "connect" (il computer si sconnette) e verificare che per pochissimo tempo sul display del D-Box appaia la versione di bootloader appena installata (di solito si installa la BP2.00ums); premere "connect" (il computer si riconnette); scegliere l’opzione "software"; caricare file binario del firmware (FTA 1.0 , Dream 5.1 ); il programma chiederà conferma "start ?", confermare;attendere fino alla fine del caricamento del software; premere "connect" (il computer si sconnette); spegnere il D-Box; togliere ponticello su xp06; scollegare il cavo dell’interfaccia BDM; richiudere il D-Box e buon divertimento. Perchè il decoder SVA1 lavora in modo intermittente? 07-08/98 - Può accadere che il decoder VideoCrypt SVA1 stenti a funzionare e lasci quindi criptate le immagini. Il primo tentativo consiste nel ruotare il trimmer PP02 in senso antiorario. Questo trimmer è situato nel circuito di alimentazione e si deve regolare per ottenere 4,8 volt sul test point TP1. Se regolando PP02 il difetto persiste si potrà indagare sull’efficienza del circuito integrato TEA 2029C e sui diodi DW01 e DW02. Qual’è la reale funzione del tasto DBS nel vecchio ricevitore Uniden UST7007 07-08/98 - Il ricevitore Uniden UST7007 è stato tra i primi ricevitori analogici a considerare la ricezione della banda DBS secondo il famoso rapporto Warc 77. Tale rapporto suddivideva la banda DBS in 40 canali con frequenza di sintonia fissa. Il ricevitore Uniden permetteva quindi al sistema di sintonia di procedere a passi di canale e non a passi di frequenza agevolando e velocizzando le operazioni di programmazione dei canali. Infatti la sintonia dei canali DBS avveniva con passi di 4 MHz contro i passi da 1 MHz della banda ECS. La commutazione tra DBS e ESC era influenzata dalla posizione di un commutatore posto sul retro del ricevitore. Se tale commutatore veniva posto a destra il ricevitore generava 15 volt per i canali ECS e 18 volt per quelli DBS. Come si deve collegare il ricevitore sat via scart? 09/98 - Esistono diverse possibilità di collegamento di un ricevitore satellite al televisore e al videoregistratore. Le diverse modalità dipendono dal numero di prese scart presenti nel ricevitore satellite. Se ci sono solo due prese scart esse sono normalmente destinate al televisore e ad un decoder esterno oppure ad un videoregistratore. Se le scart sono tre vi è una presa per ogni apparecchio, televisore, videoregistratore e decoder esterno. Le modalità di collegamento sono evidenziate nella figura 1. Realizzando i collegamenti di figura 1 si ha quindi la possibilità di vedere sul televisore un programma satellite oppure un programma terrestre oppure una videocassetta. La gestione dei vari segnali viene fatta tramite le prese scart del ricevitore satellite. Quando la videocassetta va in play; il ricevitore satellite commuta automaticamente il segnale di uscita dalla scart tv in modo che passi il segnale AV del videoregistratore. Questa commutazione automatica avviene grazie alla presenza della apposita tensione di controllo di 12 volt presente al piedino 8 della scart. Nello schema si può anche notare un collegamento RF dell’antenna terrestre con ricevitore sat, videoregistratore e televisore. Rispettando questo ordine di collegamento, si può anche videoregistrare un programma tv satellite mentre si segue alla tv un programma tv terrestre.
didascalia: Schema dei collegamenti che si devono fare per inserire un ricevitore satellite ed un decoder, tra televisore, videoregistratore e antenna terrestre. Grazie all’uso di cavi scart le funzioni di commutazione tra le varie sorgenti AV sono del tutto automatiche.
Quanti sono i transponder Italiani di Eutelsat a 13° est 09/98 - Si deve distinguere tra transponder che trasmettono canali analogici e tra quelli che trasmettono canali digitali. Questi ultimi, che sono oggi di maggiore interesse, raggiungeranno entro fine anno quota "20". Ovvero saranno attivi 20 transponder dedicati totalmente o parzialmente a trasmissioni di programmi diffusi per il pubblico Italiano. Nel grafico di figura 2 è rappresentato lo spettro dei canali trasmessi dai satelliti Eutelsat a 13° est. Osservando la figura si può notare la presenza di ben 16 transponder in polarizzazione verticale e 4 transponder in polarizzazione orizzontale. Questi ultimi sono quelli che D+ dedica alla trasmissione del Telecalcio. I transponder sono così suddivisi: 4 per Stream; 2 per la RAI; 3 per Telespazio; 10 per D+. E’ stato considerato anche il transponder sul quale Eutelsat stà effettuando le prime trasmissioni in Skyplex perché alcuni dei programmi è previsto che siano in Italiano. Nel grafico sono indicate sia le frequenze centrali dei transponder che le frequenze IF considerando l’uso di un LNB universale con oscillatori locali a 9,75 GHz e 10,6 GHz. Per ogni transponder è anche indicato il numero attribuito da Eutelsat.
Previsione di impiego dei transponder Italiani dei satelliti Eutelsat collocati a 13° est.
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