PER
RICEVERE LA TV DIGITALE COSA CI VUOLE? Dedicato a chi muove i primi passi nel mondo
della tv satellite
Chi si avvicina ora alla tv satellite trova un
panorama completamente diverso da chi ha iniziato ad interessarsene qualche anno
fa. Oggi siamo in piena era digitale con le sue regole e le sue incertezze.
Proviamo a tracciare un possibile percorso per chi vuole affrontare
l’argomento con lucidità.
Il clima che caratterizza l’attuale momento della tv
satellite è di grande cambiamento. E stata da poco introdotta la tecnica di
trasmissione digitale che ha trasformato la tv via satellite e presto trasformerà
anche la tv terrestre.
Chi si trova completamente a digiuno di conoscenze nel
campo delle trasmissioni televisive solitamente tenta l’approccio con la tv
satellite basandosi sulla poca esperienza acquisita da utente della tv
terrestre.
Purtroppo le due "televisioni" terrestre e
satellite hanno una sola cosa in comune: gli apparecchi impiegati per ottenere
la visione dei programmi tv ovvero i televisori e i videoregistratori. Tutto ciò
che stà "dietro" è nettamente diverso passando dal terrestre al
satellite. In prima analisi le elevate frequenze impiegate e l’estrema
lontananza del satellite, fanno si che anche soltanto orientare una antenna
parabolica diventi una operazione difficilissima e a volte insormontabile per la
quantità di variabili in gioco.
Proprio a queste variabili ci si deve riferire
costantemente e la loro conoscenza permette di ottenere la padronanza del mezzo.
Le variabili in gioco
In prima analisi la differenza tra trasmissione tv
terrestre e satellite è costituita dall’estrema lontananza del satellite, più
di 36 mila chilometri, rispetto ad un normale ripetitore tv terrestre che
solitamente non dista più di qualche decina di chilometri.
Per questo motivo le trasmissioni satellitari impiegano
frequenze di trasmissione elevatissime che richiedono meno potenza per fare
più chilometri.
Ciò significa che i segnali della tv satellite quando
raggiungono la terra, o meglio l’area di servizio a cui sono destinati, sono
talmente deboli da richiedere apparecchiature speciali e sofisticate per la loro
"cattura". Tali apparecchiature si possono sintetizzare in quella che
è oggi l’antenna parabolica.
Un altro aspetto che differenzia i segnali tv terrestri da
quelli della tv satellite riguarda il metodo con cui i vari programmi tv e radio
vengono trasmessi. Il metodo impiegato dal tv terrestre è stato concepito per
permettere il servizio con apparecchi riceventi a basso costo. Ciò ha permesso
di sviluppare prodotti, quali i televisori e i videoregistratori, su larga scala
e quindi ottenendo buone prestazioni a prezzi accessibili. La modalità di
trasmissione TV terrestre ha un grande difetto, l’estrema sensibilità alle
riflessioni. Capita raramente di osservare immagini nitide soprattutto in
montagna o al mare. Ciò è determinato dall’estrema vulnerabilità
dell’immagine tv in presenza di riflessioni date dalle montagne, da ostacoli
di varia natura o dal mare.
Nelle trasmissioni tv satellite per evitare i fenomeni
degradanti del lunghissimo percorso dei segnali viene applicata una modalità di
trasmissione diversa che non è sensibile ai fenomeni di riflessione ma che
richiede maggiori risorse in termini di banda occupata. Infatti un canale tv
terrestre occupa normalmente una banda larga circa 8 MHz contro i 27/36 MHz di
un canale satellitare. Nonostante ciò la tv satellite si è evoluta senza
restringere la banda occupata da un canale.
Queste differenze tra tv terrestre e satellite, rendono
incompatibili i televisori ed i videoregistratori con i segnali diffusi via
satellite. Per questo motivo non si può collegare l’antenna parabolica
direttamente al televisore.
Ci vuole quindi un apparecchio che funzioni da interfaccia
tra l’antenna parabolica ed il televisore. Questo apparecchio è il ricevitore
satellite.
Grazie alle attuali tecniche di trasmissione digitale, si
possono ricevere da satellite oltre ai programmi televisivi e musicali anche
servizi aggiuntivi. Tra questi il più semplice ed anche il più intuitivo è
l’EPG (Electronic Program Guide) ovvero la "guida elettronica ai
programmi". Grazie a questo servizio si può sapere in ogni istante il nome
del programma che si stà seguendo ed avere informazioni sulla sua durata,
orario di inizio e fine, e informazioni aggiuntive quali : una breve descrizione
del programma o la trama di un film.
Questo servizio è già attivo anche per i canali della
RAI e, credete, non c’è niente di più comodo.
Esempio di EPG visualizzato su un
programma RAI con un ricevitore costruito da Italtel
Sono attualmente attivi altri servizi offerti dalla tv a
pagamento dell’unico, al momento in cui scriviamo, provider ovvero D+. Tali
servizi riguardano la possibilità di ricevere trasmissioni a pagamento di
partite di calcio, avvenimenti sportivi, e altri programmi. Inoltre si stà
introducendo un servizio sintetizzabile nelle parole "paga per vedere"
e conosciuto come pay per view abbreviato PPV. Questo è il primo di alcuni
servizi innovativi che si stanno evolvendo in continuazione. Basti pensare che
in Francia, i provider della tv digitale da satellite offrono addirittura la
possibilità di giocare con appositi video game interattivi trasmessi via
satellite utilizzando il telecomando in dotazione con l’apparecchio..
Non c’è che dire il panorama è allettante ed offre
argomenti convincenti per passare alla tv satellite.
I componenti dell’impianto
Facciamo conoscenza con i componenti necessari alla
ricezione da satellite.
Prima di tutto parliamo dell’antenna. Questa deve essere
di tipo parabolico, ovvero deve essere formata da un disco riflettore ed un
dispositivo speciale posto di fronte, in una posizione che si chiama "fuoco
della parabola".
Questo dispositivo speciale si chiama "LNB" o
comunemente "convertitore".
Lo scopo del convertitore è di amplificare i segnali
ricevuti da satellite e nello stesso tempo convertirli in segnali aventi un
valore di frequenza più basso. Facciamo un esempio: per ricevere i programmi
digitali della RAI la nostra antenna deve captare un segnale avente una
frequenza pari
a 11.804 MHz, tale frequenza all’uscita dell’LNB la ritroviamo notevolmente
abbassata e pari
ad un valore di 1.204 MHz. Questa frequenza può transitare comodamente e senza
problemi in un cavo coassiale e quindi può essere trasferita verso il
ricevitore satellite. Diversamente la frequenza di 11.804 MHz è troppo elevata
per percorrere un cavo coassiale e quindi non sfruttabile per collegare
qualsiasi tipo di apparecchio. Il convertitore è dunque un elemento
indispensabile per rendere i segnali ricevuti da satellite completamente
fruibili dai restanti apparecchi dell’impianto di ricezione.
Il ricevitore satellite è l’elemento più costoso di
una impianto tv satellite.
Il suo compito è di trasformare i complessi segnali
satellitare in normali segnali tv visualizzabili sui comuni televisori. Per
compiere questa operazione deve poter sintonizzare i vari canali, elaborarli e
trasformarli idoneamente. Visto che tutte queste operazioni richiedono circuiti
complessi il tutto viene gestito da un microprocessore centrale interno al
ricevitore e controllabile con un telecomando.
Il ricevitore satellite diventa quindi un apparecchio nel
quale si deve compiere la sintonia e la successiva memorizzazione di tutti i
canali ricevibili da satellite. Diventa quindi indispensabile l’impiego di un
telecomando sia per selezionare i canali disponibili sia per compiere altre
operazioni aggiuntive.
Conclusioni
Riassumendo quindi, un impianto per ricevere la tv via
satellite è composto dai seguenti elementi:
una antenna parabolica dotata di LNB, un cavo di
collegamento per l’antenna, un ricevitore satellite, un cavo di collegamento
con il televisore.
Esempio
di mmagine TV generata dall’EPG - Il servizio televisivo diffuso da satellite
sfrutta nuovi servizi offerti gratuitamente agli utenti come l’EPG. Con questo
servizio si ottiene sullo schermo del tv la visualizzazione di informazioni
aggiuntive sul programma corrente quali, il titolo del programma, l’eventuale
trama di un film ecc;....
Ricevitori digitali
Prima di
acquistare un ricevitore digitale per sintonizzare le trasmissioni satellitari,
occorre conoscere in modo più approfondito quali sono i servizi trasmessi e i
ricevitori idonei per riceverli. Esistono infatti sei categorie di ricevitori
digitali:
ognuna delle
quali dotata di caratteristiche tecniche specifiche per sintonizzare determinati
servizi.
Prima di addentrarsi nell'argomento è importante sapere che i canali trasmessi
in chiaro possono essere gestiti da qualsiasi ricevitore a prescindere dalla
categoria di appartenenza. basta infatti allacciare l'apparecchio all'antenna
parabolica per vedere sul proprio televisopre tutte le trasmissioni digitali
trasmesse in etere. Naturalmente da questo discorso sono escluse le trasmissioni
in chiaro analogiche e le trasmissioni digitali codificate, che sono visibili
solo sottoscrivendo un abbonamento al Service Provider. In quest'ultimo caso,
oltre a pagare l'abbonamento, è necessario che il ricevitore satellite sia
dotato dei circuiti idonei per elaborare e ricomporre i segnali ricevuti in
codifica
IL
DECODER UNICO RESOCONTO FINALE (SPE
Finalmente
le due pay tv italiane sono arrivate ad un accordo per l'introduzione del
"mito Decoder unico".
La data fissata è il 26 Agosto, in concomitanza con la partenza del
campionato di calcio 2001/02, e speriamo che in estremis non vi sia un
nuovo rinvio, in quanto ve ne sono già stati fin troppi...
Così dal 26 Agosto,
non solo grazie ad un solo ricevitore, ma anche grazie ad un unica smart
card sarà possibile ricevere sia Stream che Tele+, per esempio: un
abbonato a Tele+ con ricevitore Seca
può richiedere l'attivazione sulla sua smart card di Stream, lo stesso
per gli abbonati a Stream con ricevitore Nds. Gli unici utenti finali esclusi
sono quelli che da subito si sono spinti verso il digitale, acquistando un
ricevitore Irdeto, con i quali sarà possibile ricevere solo Stream, che
ha annunciato in dichiarazioni ufficiali di non voler abbandonare tale
codifica, come è stato fatto dalla pay tv concorrente già da qualche
mese.
Certo, qualche
problema e limitazione vi sarà, infatti con il ricevitore di un'operatore
non è possibile ricevere la pay tv e i servizi interattivi dell'altra, ciò
significa che i possessori di GoldBox
non potranno acquistare gli eventi di Primafila
e lo stesso per i possessori di Italtel
Stream con Palco.
Ciò che ci lascia stupiti è come l'Authority ha agito riguardo tutta
questa vicenda che da mesi e mesi si protrae senza alcuno sbocco, sono
solo state inflitte multe alle pay tv che hanno solo reso le cose più
difficili, in quanto come è noto queste compagnie hanno chiuso
i conti in difetto e, altre spese si andranno solo a riversare verso gli
utenti finali.
Inoltre non è ben
chiaro il perchè vi sia stato quest'ultimo rinvio, in quanto già da mesi
entrambe le pay tv avevano parlato di test effettuati in laboratori che
avevano verificato il corretto funzionamento della codifica del
concorrente sui ricevitori dotati di codifica proprietaria.
Come funziona il digitale
Le
limitazioni delle emissioni analogiche (occupazione di "spazio" della
portante RF e apporto di rumore) sono state brillantemente risolte con
l'utilizzo della nuova tecnologia digitale, ottenendo ottimi risultati sia in
termini di qualità sia "d'ingombro". Infatti, a parità di spazio
disponibile, durante alcune trasmissioni sperimentali effettuate per verificare
le potenzialità del sistema, è stato possibile trasmettere fino a ben 13
canali televisivi (audio incluso) oppure un'ottantina di canali radiofonici.
Tutto ciò senza contare le informazioni di servizio aggiuntive come la guida
elettronica dei programmi (EPG).
Quest'ultima,
come molti sapranno, permette di assumere un gran numero di informazioni sugli
eventi in trasmissione quali gli orari e i titoli dei singoli programmi in
palinsesto, sintetici riassunti sui contenuti di ogni singolo programma, trama -
autore - anno di produzione dei film in programmazione e così via. L'EPG è
inoltre affiancato da eventuali sottotitolazioni in diverse lingue dei programmi
tv, doppiaggio audio dei filmati disponibili in diverse lingue e tante altre
cose ancora. Queste sono tuttavia solo una parte dei vantaggi conseguiti
utilizzando trasmissioni di tipo digitale. Vediamo quindi di comprendere meglio
perché tutto ciò risulta possibile e in quale modo si creano questi
"spazi" aggiuntivi rispetto al formato analogico.
Per
giungere nel salotto di casa i segnali digitali trasmessi dai satelliti devono
essere trattati con particolare cura. La tv digitale infatti, essendo una
tecnica di trasmissione completamente diversa da quella analogica, richiede
l'impiego di apparecchiature appositamente dedicate che attingono da una
tecnologia complessa e sofisticata. Anche se le più recenti produzioni vengono
effettuate direttamente in digitale, sul mercato è presente ancora una
grandissima quantità di filmati in matrice analogica ancora attuali e
commercialmente sfruttabili. In questi casi la prima operazione da effettuare
consiste nel convertire in digitale ciò che si desidera trasferire in etere. I
parametri relativi alle immagini e ai suoni, vengono quindi trasformati in
numeri ("0" e "1") e successivamente raggruppati in stringhe
(data stream) di dati. Attraverso complesse tecniche di elaborazione, queste
informazioni numeriche possono essere "ridotte" fino ad occupare
decine e decine di volte in meno, lo spazio necessario per una medesima immagine
analogica. Ma com'è possibile realizzare una riduzione elettronica delle
immagini? La tecnica di compressione, così viene definita questa procedura,
sfrutta la possibilità di trasferire via etere esclusivamente le effettive
"variazioni" che avvengono in un fotogramma rispetto a quello
precedente, non trasmettendo quindi quelle parti che rimangono momentaneamente
immutate. In questi casi la compressione digitale elabora esclusivamente le
effettive variazioni che avvengono all'interno dell'immagine lasciando
inalterati tutti quei valori che si trovano in una condizione di "crominanza"
e "luminanza".
Tutta
la porzione di immagine che non viene trasmessa in quanto immobile, resta
"campionata" nella memoria del ricevitore sat fintanto che
l'immagine-fonte non richieda una o più variazioni. Questo semplice
procedimento permette di liberare gran parte della portante RF creando
conseguentemente spazio per trasportare altre innumerevoli informazioni al
nostro ricevitore. Naturalmente quando le immagini si avvicendano velocemente
tra di loro, come ad esempio in occasione di un evento agonistico, le risorse
necessarie per far fronte a queste necessità sono più elevate: in questo caso,
anziché riuscire a trasmettere 8/10 canali tv (dove prima passava un solo
programma tv analogico) se ne potranno trasmettere solamente 6, 5, 4 a seconda
della risoluzione d'immagine che si desidera avere. Più la risoluzione è
elevata, maggiore sarà la definizione dell'immagine. Più elevato è il numero
di punti che compongono un'immagine e maggiore sarà la sua risoluzione.
Supponiamo che una portante RF abbia in totale a disposizione 4.500.000 punti.
Se sulla nostra portante abbiamo 10 canali tv, ognuno di questi per la
ricomposizione delle immagini sul televisore ne avrà a disposizione 450.000.
Qualora uno di questi canali, per qualsivoglia motivo, richieda una risorsa in
punti che superi le 450.000 unità, si dovrà necessariamente ridurre il numero
dei canali tv conviventi sulla portante RF, impoverendone conseguentemente la
relativa definizione.
Un'altro
aspetto che potrebbe destare curiosità, riguarda il perché le trasmissioni
digitali siano esenti da rumore di trasmissione. Poiché l'immagine viene
convertita alla fonte in stati logici ("0" e "1"), questi
ultimi viaggiano in etere arrivando al ricevitore sat digitale in forma
numerica. Sarà, quindi, all'interno del ricevitore che avverrà la
trasformazione delle cifre numeriche in informazioni analogiche, le quali è
come se prendessero vita nel salotto di casa, non avendo dunque la possibilità
di raccogliere per strada influenze di alcun tipo.
Lo standard DVB
Il
DVB (Digital Video Broadcasting) è lo standard di trasmissione digitale
adottato in Europa. Il progetto DVB, iniziato nel 1993, è stato elaborato da un
gruppo di operatori del settore televisivo e rappresentanti di aziende
produttrici (Digital Video Broadcasting Group, da cui il nome) provenienti da più
di 30 Paesi.
DVB per Internet e interattività
Il DVB è stato sviluppato per includere tecniche d'incapsulazione che
consentono ai pacchetti dati MPEG-2 di trasportare traffico TCP/IP (Internet)
alla stessa velocità di molti Megabit al secondo della TV digitale.
Digital Video
Broadcasting - The European standard for digital TV:
Avete installato con successo il
vostro primo impianto e vi apprestate a compiere i primi passi
nell'esplorazione del vostro ricevitore e delle sue funzioni. Di fronte a
voi avete un apparecchio molto evoluto frutto di continui miglioramenti
che si sono susseguiti nel tempo con lo stesso ritmo con cui si sono
evolute le trasmissioni da satellite e l'offerta di canali e servizi che
ne deriva.
Gli attuali ricevitori da satellite sono forse più
complessi di un normale televisore nonostante le ridotte dimensioni e
l'apparente semplicità. I circuiti interni e la logica di funzionamento
devo compiere operazioni molto importanti che hanno come unico scopo
trasformare i segnali ricevuti da satellite in normali segnali
visualizzabili su un comune televisore.
La modulazione che fa la differenza
Forse vi sarete chiesti più di una volta perché
una antenna parabolica non si può collegare direttamente ad un televisore
o ad un videoregistratore. Infatti l'antenna come tale si presume che non
debba compiere chissà quali operazioni e quindi, come accade per i segnai
terrestri, si possa connettere semplicemente con la presa di antenna del
televisore. Ciò non è possibile in quanto i formati dei segnali sono
incompatibili tra loro e a renderli compatibili ci pensa normalmente il
ricevitore satellite.
Per chi volesse approfondire il discorso diciamo che
la differenza tra un segnale terrestre ed un segnale satellite è
determinata dal tipo di modulazione utilizzato. Contro una modulazione di
tipo AM relativa ai canali terrestri si ha una modulazione FM per i canali
satellitari analogici e QPSK per i canali digitali.
Per farla breve, il nostro televisore di casa non
accetta altri segnali televisivi se non quelli modulati in AM e quindi
quelli trasmessi dai ripetitori tv terrestri. Il ricevitore satellite
compie il "miracolo" ovvero trasforma i segnali ricevuti da
satellite da FM a AM (ricevitore analogico) oppure da QPSK a AM
(ricevitore digitale). Se volessimo completare il quadro tirando in ballo
la tv via cavo, anche in questo caso viene sfruttata la modulazione
digitale ma di tipo diverso da quella satellitare e si chiama QAM. Il
ricevitore per tv via cavo per adattare il formato del segnale al normale
televisore esegue anch'esso una trasformazione di modulazione da QAM a AM.
Per correttezza si dovrebbe specificare che
ricevitori digitali nel processo di trasformazione devono rigenerare anche
le componenti del segnale che ne definiscono lo standard cosa che non
avviene nel ricevitore analogico dove i segnali FM sono trasmessi secondo
i classici standard analogici PAL, Secam e NTSC. E' quindi più coretto
definire l'operazione fatta dai ricevitori digitali come conversione QPSK-
PAL AM nel caso del satellite e QAM - PAL AM nel caso della tv via cavo.
La sintonia dei canali
Il ricevitore da satellite, qualunque esso sia,
analogico o digitale, per effettuare la trasformazione del segnale deve
poterlo sintonizzare. Per fare
ciò dispone di un vero e proprio sistema di sintonia come quello che
esiste già nel nostro televisore. Ciò è necessario in quanto
l'elaborazione del segnale deve avvenire per ogni singolo canale tv. In
pratica il ricevitore satellite sintonizza un canale alla volta e lo
trasforma in un formato compatibile con televisori e videoregistratori. Ciò
quindi rende il ricevitore più complesso in quanto per sintonizzare un
singolo canale servono molti circuiti tra cui anche un sistema che
permetta di selezionare i canali e memorizzarli per poterli avere a
disposizione rapidamente. Ciò, inoltre, implica l'uso di un telecomando
per poter richiamare direttamente i canali memorizzati. Ecco che ogni
ricevitore dispone quindi di un complesso sistema di sintonia, di
selezione e memorizzazione dei singoli canali tv e radio.
Video e audio insieme
Uno dei "miracoli" della tecnica, che
affascina soprattutto i neofiti, è il fatto che oltre ad immagini
televisive si possano trasferire contemporaneamente i suoni ad esse
associate ed il tutto in perfetta sincronia.
Questo scherzetto all'apparenza semplice, è invece
il frutto di una attenta sperimentazione che ha accompagnato la scoperta e
la messa a punto dei sistemi televisivi.
Il segnale audio è molto di verso da quello video
pertanto richiede un trattamento separato nonostante entrambi i segnali
debbano forzatamente condividere lo stesso mezzo di trasmissione.
Nella trasmissione di tipo analogico i segnali video
e audio rappresentano le componenti essenziali di un segnale tv che
vengono unite nella fase di trasmissione e separate nella fase di
ricezione. Per viaggiare insieme mantenendo inalterate le proprie
caratteristiche, nel sistema analogico si utilizza una frequenza portante
sulla quale vengono trasportate le due informazioni.
Tale portante si può esemplificare come un mezzo
aereo a due posti. Il mezzo aereo deve viaggiare ad una velocità elevata
per non precipitare e tale velocità si può assumere come frequenza della
portante che è normalmente compresa tra 10.700 e 12.750 MHz. I segnali
video e audio devono invece mantenersi a bordo della portante rimanendo
"sedute" ai propri posti. L'assegnazione "dei posti"
corrisponde ad una precisa collocazione dei due segnali all'interno di
quella che viene definita "banda base".
La banda base è caratterizzata quindi da un
pacchetto di frequenze molto più basse di quella della portante e che
sono comprese tra 0 e 8,5 MHz. La parte video è preponderante in quanto
è più ricca di informazioni infatti occupa tutte le frequenze fino a 5,5
MHz, la parte audio invece tiene pochissimo spazio e può essere collocata
nelle frequenze rimanenti lasciando un piccolo distacco dal video ed
occupando quindi la banda base da 5,8 a 8,1 MHz.
Nella tecnica di trasmissione digitale i processi
sono più complessi in quanto i segnali video e audio vengono campionati e
trasformati da subito in una informazione digitale complessiva chiamata
"stream di dati". Questi dati occupano un unico grande posto
sulla nostra portante e ne disperdono l'energia per effetto della
modulazione digitale QPSK. Non si opera più a livello di frequenze in
quanto il segnale digitale è privo di riferimenti in frequenza relativi
ai segnali originali audio e video. Sono le tecniche digitali che
definiscono e separano all'interno dello stream di dati quelli relativi
all'audio e quelli relativi al video. Il ricevitore digitale esegue il
semplice conteggio dei vari dati e li separa secondo la loro appartenenza.
Questi sono gli aspetti più importanti di una
trasmissione via satellite Che permettono di trasferire audio e video in
quello che viene definito "canale televisivo".
Canali analogici e canali digitali
Se dovessimo confrontare tra loro due segnali tv
satellite diversi, uno analogico e l'altro digitale, avremmo bisogno di un
particolare strumento chiamato analizzatore di spettro. Con questo
strumento si ottiene la netta distinzione tra i due segnali che risultano
avere un aspetto diverso tra loro. Il segnale analogico è più a punta
mentre quello digitale è più piatto e largo alla base. La differenza tra
i due segnali impone l'uso di sistemi di sintonia molto diversi tra loro.
Nel caso del segnale analogico il cosiddetto "tuner" oltre alla
sintonia della frequenza portante di un singolo canale tv esegue la
"demodulazione" ovvero la estrazione del segnale di "banda
base".
In un ricevitore digitale il "tuner"
esegue la sintonia della frequenza portante ed esegue la demodulazione del
segnale separando le componenti "I" e "Q" del segnale
digitale. Queste due componenti sono molto diverse dal segnale di banda
base tipico di un segnale analogico. Le componenti I e Q contengono tutti
i dati ed i riferimenti per individuare la collocazione dei segnali audio
e video ma anche di segnali accessori quali semplici segnali dati con i
quali il ricevitore digitale può ricevere istruzioni sul suo
funzionamento.
Quest'ultimo caso è quello relativo, ad esempio, al
controllo di smartcard per la ricezione di segnali a pagamento oppure
all'invio di segnali accessori per la gestione di funzioni di routine
quali l'identificazione dei singoli programmi tv e delle informazioni
accessorie ad essi collegati che normalmente sono disponibili sui
ricevitori digitali.
I parametri che influenzano la ricezione
Facciamo una sintetica carrellata sui parametri che
influenzano la ricezione e che sono normalmente regolabili in ogni
ricevitore. Si tratta di tutte quelle voci che appaiono nei menù del
ricevitore e che rappresentano per il neofita un vero e proprio enigma.
I parametri dei
ricevitori analogici
Schema a blocchi di un ricevitore
analogico. Come si può notare il segnale ricevuto viene ulteriormente
convertito e quindi demodulato. I segnali audio e video vengono demodulati
autonomamente e possono raggiungere sia la presa scart che il modulatore
RF.
Tensione LNB
Ogni ricevitore dispone spesso della funzione che permette di inviare o
escludere la tensione che serve ad alimentare l'LNB montato sull'antenna.
Alcuni ricevitori permettono solamente di decidere se la tensione deve
essere sempre presente oppure sempre assente. Nel caso di impianto
individuale la tensione deve essere presente nel caso invece di impianto
collettivo può essere necessario escluderla. Altri ricevitori permettono
di stabilire se la tensione di alimentazione deve essere presente sempre
anche quando il ricevitore è in standby. Ciò permette di avere l'LNB già
caldo e pronto anche con le temperature più rigide. Può essere
necessario escludere la tensione di alimentazione in standby quando lo
stesso LNB è collegato a due ricevitori un analogico ed un digitale
accoppiati con un commutatore "digitale" per la gestione delle
priorità tra i due ricevitori.
Frequenze OL
Tutti i ricevitori, analogici o digitali, richiedono l'impostazione della
frequenza di OL dell'LNB. Si tratta della frequenza caratteristica del
tipo di LNB che viene montato sull'antenna. Normalmente in un impianto
singolo viene utilizzato un LNB universale che ha due frequenze di OL.
Ognuna di queste due frequenze viene associata ad una banda di ricezione
che può essere: alta (da 11,7 a 12, 75 GHz) o bassa (da 10,7 a 11,7 GHz).
Pertanto si deve normalmente associare alla banda alta la frequenza di OL
di 10,6 MHz mentre alla banda bassa quella di 9,75 GHz. Altri tipi di
impostazione possono essere richiesti qualora il ricevitore venga
collegato ad un impianto centralizzato.
Frequenza video
Per sintonizzare una canale tv analogico è necessario impostare la
frequenza della portante che viene normalmente chiamata "frequenza
video" oppure "frequenza IF video". Si tratta della
frequenza portante del segnale che si vuole ricevere. Per conoscere il
valore relativo ad un preciso canale si deve consultare la tabella dei
canali riportata sempre sulla rivista. In questa tabella viene specificata
la frequenza di ogni canale tv analogico presente sui vari satelliti
ricevibili. Tale frequenza è solitamente espressa in GHz oppure in MHz.
Ad esempio la frequenza di RAI UNO è 11,366 GHz. L'impostazione della
frequenza nei ricevitori analogici può avvenire in due modi. Il primo
richiede la frequenza reale di trasmissione il secondo richiede invece il
valore di frequenza IF. Nel primo caso si deve impostare la frequenza
reale 11,366 GHz nel secondo caso si deve fare la sottrazione tra
frequenza reale e frequenza di OL dell'LNB. Se quest'ultima è di 9,75 GHz
(visto che la frequenza 11,366 appartiene alla banda bassa) si ottiene la
frequenza IF in questo modo: 11,366 - 9,75 = 1,616 GHz pari a 1616 MHz.
Banda
Nella fase di sintonia del ricevitore si deve assegnare la banda di
ricezione che può essere alta o bassa. Alcuni ricevitori eseguono questa
assegnazione in modo automatico in funzione della frequenza di ricezione.
Infatti se tale frequenza supera gli 11,7 GHz viene automaticamente
impostata la banda alta. Ciò significa che il ricevitore genera un
segnale di controllo per l'LNB comunicandogli di cambiare banda di
ricezione. Tale controllo sfrutta il tono a 22 kHz presente su tutti gli
attuali ricevitori satellite. Se esso è assente l'LNB universale commuta
in banda bassa mentre se il tono è presente l'LNB commuta in banda alta.
Polarizzazione
Ad ogni canale tv satellite viene assegnata una polarizzazione che può
essere verticale "V" o orizzontale "H". Sugli elenchi
dei canali tv satellite viene sempre indicata, oltre alla frequenza di
trasmissione anche la polarizzazione. Nella fase di regolazione del
ricevitore si deve impostare la giusta polarizzazione. Ad esempio: per
ricevere RAI UNO in analogico si deve impostare la polarizzazione
verticale "V". Per ricevere Eurosport si deve invece impostare
la polarizzazione orizzontale "H"
Larghezza di banda IF
Nelle trasmissioni analogiche da satellite ogni canale televisivo è
caratterizzato da una larghezza di banda che dipende dal tipo di satellite
e dall'intensità della modulazione impostata dall'emittente. Questa
caratteristica viene chiamata normalmente "deviazione". Vi sono
canali ad elevata deviazione che richiedono una larghezza di banda IF
maggiore di altri canali che invece hanno deviazione più contenuta. Non
avendo dati sulla deviazione dei vari segnali ricevibili, la regolazione
della larghezza di banda IF richiede alcune prove per ottenere la migliore
ricezione possibile. Alcuni valori presenti su ricevitori analogici
possono essere: 18 MHz, 27 MHz, 36 MHz. Il valore più basso va bene per i
satelliti più deboli, il valore intermedio per quasi tutti i satelliti
mentre il valore più alto solo per quelli ad elevata deviazione
(solitamente Eutelsat e Intelsat).
Deviazione
Quando in un ricevitore analogico tra i parametri regolabili appare la
regolazione della deviazione essa si riferisce solitamente al contrasto di
immagine. E' infatti il contrasto a subire le conseguenze della
deviazione. Una deviazione elevata richiede una riduzione di contrasto
mentre una deviazione bassa richiede un aumento del contrasto. Passando da
un canale all'altro e da un satellite all'altro ci si può accorgere delle
differenze.
Frequenza audio
Come abbiamo visto nel sistema analogico il segnale audio viene associato
ad una frequenza della banda base che si colloca tra 5,8 e 8,28 In questo
spazio ci stanno normalmente un canale audio monofonico e quattro canali
audio stereofonici oppure altri otto canali monofonici. Il ricevitore
satellite analogico ha necessità di essere sintonizzato sulla giusta
frequenza audio. Nelle tabelle dei canali è sempre riportata la frequenza
dell'audio principale e dei anali audio secondari. Nelle trasmissioni tv
in stereofonia viene utilizzata una coppia di canali audio la cui
frequenza è 7,02 e 7,2 MHz.
Larghezza di banda audio
In analogia con la larghezza di banda IF anche il canale audio dispone di
una larghezza che dipende dall'intensità di modulazione ovvero dalla
deviazione audio. Normalmente si hanno due larghezze di banda chiamate
semplicemente "stretta " e "larga". La larghezza di
banda stretta viene utilizzata per i canali stereo e per i canali
multilingue mentre quella larga serve esclusivamente per il canale mono.
Deenfasi
Questo termine si riferisce ad un particolare processo che permette di
ridurre notevolmente il rumore di fondo audio. E' un semplice stratagemma
per il quale nella fase di trasmissione si esaltano le frequenze acute
(enfasi) mentre in fase di ricezione si abbassano (deenfasi). In questo
modo il segnale audio non ne risente e non viene alterato mentre il rumore
di fondo dovuto alla trasmissione si riduce drasticamente. La regolazione
ottimale per un ricevitore dipende dal tipo di trasmissione audio.
Solitamente ci sono i seguenti valori: 50µS adatta alla maggioranza dei
casi, 75µS che ha un effetto maggiore, J17 adottata dai canali analogici
francesi, Panda, adottata dalle trasmissioni stereo.
I parametri dei
ricevitori digitali
Schema a blocchi semplificato di un ricevitore
digitale per tv satellite. I dati utili vengono ricavati da un processo di
correzione errori molto importante costituito da due classici blocchi
funzionali chiamati Viterbi e Red Spolmono. Dopo la correzione errori il
segnale è pronto ad essere demodulato e convertito in analogico. Da
questo processo si ottengono i segnali audio, video e RGB. Questi segnali
potranno raggiungere il televisore tramite la scart oppure tramite il
modulatore RF.
Frequenza di riferimento
E' la frequenza principale che corrisponde a quella del transponder
satellitare sui cui viene trasmesso il pacchetto di canali digitali. Nei
ricevitori digitali si deve impostare la reale frequenza senza effettuare
alcun calcolo come avviene per qualche ricevitore analogico.
Polarizzazione
Anche i canali digitali vengono trasmessi con due possibili
polarizzazioni, verticale e orizzontale. In fase di sintonia di nuovi
canali si deve tenere conto della giusta polarizzazione deducendola dagli
elenchi di canali pubblicati mensilmente dalla rivista.
Symbol rate
Semplificando, il Symbol rate esprime la velocità con la quale viene
trasmesso il flusso di informazioni digitali. Si tratta di un valore
direttamente dipendente dalla larghezza della banda disponibile sul
satellite. Solitamente questo parametro è fornito dall'emittente e
dipende dalla modalità di trasmissione SCPC Singol Channel Per Carrier
oppure MCPC Multi Channel Per Carrier. Nel primo caso si ha un singolo
canale TV digitale indipendente con un symbol rate molto basso intorno a
4.000 Ks/s mentre nel secondo caso si hanno più canali TV digitali
raggruppati e trasmessi come un pacchetto con un Symbol rate che
solitamente è di 27500 Ks/s
FEC
Con questo termine si intende un processo secondo il quale viene aggiunta
ridondanza ai dati relativi alle immagini tv per permettere di effettuare
in ricezione una efficace correzione degli errori ricevuti. Senza questo
sistema ogni informazione persa avrebbe un riscontro sui singoli elementi
di una immagine tv. Grazie al FEC si possono tollerare bene anche errori
di grande entità. Solitamente un ricevitore digitale chiede
l'impostazione del FEC in accordo con quello trasmesso dall'emittente. Vi
sono anche ricevitori che invece non richiedono di impostare il FEC in
quanto sono in grado di individuare automaticamente quale rapporto
utilizzare. I FEC maggiormente utilizzati sono 2/3 e 3/4.
Articolo scritto da Vincenzo
Servodidio - E-mail: spira@tin.it
LA
MODULAZIONE DEI SEGNALI TV DIGITALI
La televisione
digitale sfrutta tecniche di modulazione diverse da
quelle normalmente impiegate dalla televisione
analogica e ulteriormente differenziate per ogni
modalità di trasmissione: terrestre, satellite o
cavo. Ciò costringe ad impiegare apparecchi
riceventi diversi per ognuna di queste modalità.
Per trasferire a distanza segnali
televisivi si sfrutta un processo chiamato
modulazione, con il quale il segnale televisivo, che
sia analogico o digitale, sfrutta una portante (carrier)
ad alta frequenza come mezzo di trasporto. Con
questo sistema si possono trasferire informazioni
video, audio e dati anche per lunghissime tratte
come quelle che separano i satelliti dalla terra.
Nel campo delle trasmissioni per via
terrestre viene impiegata la modulazione di ampiezza
AM che è caratterizzata da una contenuta larghezza
di banda del canale TV. Infatti nel sistema PAL B/G,
che è normalmente impiegato nelle trasmissioni
terrestri Italiane, ad ogni canale TV viene
assegnata una banda larga 7 MHz in banda VHF e 8 MHz
in banda UHF.
Nelle trasmissioni tv analogiche via
satellite viene impiegata la modulazione di
frequenza FM che garantisce una maggiore qualità
delle immagini rispetto alla AM nonostante
l’enorme distanza che separa il trasmettitore, a
bordo del satellite, dalla stazione ricevente, sulla
terra. Nella modulazione FM la banda del canale è
molto più ampia e può variare tra 26 e 54 MHz.
Attualmente le larghezze più usate per la
diffusione diretta sono 27, 33 e 36 MHz.
Le trasmissioni tv digitali via
satellite impiegano la modulazione QPSK (Quadrature
Shift Keying) come previsto dallo standard DVB-S (Digital
Video Broadcasting- Satellite) occupando la stessa
banda di un canale analogico ma permettendo di
trasmettere su di esso più programmi televisivi
grazie alle tecniche di compressione dei dati e agli
algoritmi di correzione degli errori.
La modulazione QPSK è già
conosciuta nell’ambito delle trasmissioni
numeriche ed è impiegata anche in altri servizi di
telecomunicazioni. Nel campo delle trasmissioni
televisive digitali via satellite è stata scelta
per la sua robustezza nei confronti del rumore,
caratteristica importante vista la lunga tratta, più
di 36 mila chilometri, che deve percorrere il
segnale per raggiungere le nostre case.
Quando un segnale televisivo
digitale deve essere immesso in una rete via cavo si
impiega la modulazione QAM (Quadrature Amplitude
Modulation) in accordo con lo standard DVB-C (Digital
Video Broadcasting- Cable). Questa modulazione è
particolarmente adatta ad essere impiegata nella
distribuzione via cavo per la sua ridotta larghezza
di banda e per la sua scarsa influenzabilità da
parte dei fenomeni tipici delle reti via cavo quali
il return loss e gli echi, nonché le interferenze
indotte dall’esterno.
Se il segnale tv digitale deve
essere diffuso per via terrestre si richiede
l’impiego di modulazioni digitali non influenzate
dai fenomeni di riflessione e quindi particolarmente
robuste ai cammini multipli. Per questo scopo viene
quindi adottata la modulazione COFDM (Coded
Orthogonal Frequency Division Multiplexing) in
accordo con lo standard DVB-T ( Digital Video
Broadcasting – Terrestrial).
La modulazione QPSK
Questo tipo di modulazione viene
impiegato dalla tv satellite digitale. La
trasmissione via satellite richiede l’impiego di
basse potenze di trasmissione che parzialmente
vengono compensate da sistemi di antenna ad elevato
guadagno. Il punto debole di un collegamento via
satellite rimane comunque il rumore. Infatti anche
con i dovuti accorgimenti esso è sempre in agguato
e soprattutto varia la sua entità secondo le
condizioni climatiche con un aumento considerevole
durante i periodi di pioggia o di tempo avverso.
Proprio per evitare gli effetti degradanti del
rumore viene impiegata la tecnica di modulazione
QPSK. Questa accertata immunità al rumore è
determinata dal principio di funzionamento del
sistema che si basa su due portanti aventi la stessa
frequenza ma sfasate tra loro di 90°. Le due
portanti si chiamano I e Q. La lettera "I"
sta per "in phase" mentre la lettera Q stà
per "quadrature". spostando una o entrambe
le portanti di 180° si ottengono quattro diversi
fasori. Ognuno di essi si riferisce ad una
combinazione di due bit chiamata simbolo. Nella
figura 1 è evidenziata la mappa della
"costellazione" QPSK. In presenza di
rumore i quattro punti della costellazione tendono a
muoversi e a confondersi per gli inevitabili
spostamenti di fase. L’impiego di solo quattro
fasori lascia ampio spazio a questi movimenti
provocati dal rumore e quindi si ha un grande
margine di funzionamento prima che il ricevitore di
utente fallisca nel riconoscimento dei simboli.
La mancanza di un riferimento di
fase nel ricevitore potrebbe determinare la necessità
di trasmettere un riferimento affinché siano
facilmente identificabili le portanti I e Q ma non
è così. Infatti nella modulazione QPSK si rispetta
un processo di cambiamento di fase che tiene conto
del precedente simbolo impiegato. Questa tecnica
chiamata "codifica differenziale" esclude
la necessità di avere altri riferimenti. Questo
sistema subirebbe molto negativamente gli effetti
tipici dei collegamenti terrestri con riflessioni e
cammini multipli e soprattutto con possibili
interferenze. Per questo motivo la modulazione QPSK
rappresenta la soluzione ideale per i collegamenti
via satellite che, seppure rumorosi, sono largamente
esenti da questi fenomeni.
Modulazione 64 QAM
Nelle reti di tv via cavo il rumore
non costituisce un problema in quanto è normalmente
limitato. Invece ha enorme importanza la banda
disponibile pertanto i singoli canali devono
occupare una banda ristretta, circa 7-8 MHz, pur
mantenendo la qualità del segnale. Questo
importante requisito non viene soddisfatto dalla
modulazione QPSK in quanto la banda occupata da
questa modulazione occupa normalmente l’intera
banda disponibile su un transponder satellitare. La
modulazione QAM sfrutta meglio le risorse in termini
di banda grazie all’impiego della modulazione di
fase e di ampiezza applicata a 64 possibili simboli.
In questo modo si ottiene una mappa della
costellazione costituita da 16 combinazioni per ogni
quadrante per un totale di 64 simboli. Di fatto la
modulazione QAM è derivata dalla QPSK ma a
differenza di questa che ha un solo simbolo per ogni
quadrante nella QAM per ogni simbolo si ha una
ulteriore modulazione di fase e di ampiezza con
sedici possibili valori per ogni quadrante. Le
componenti I e Q mantengono la loro relazione di
quadratura ma con molte più variazioni di fase
rispetto ai 180° della modulazione QPSK. Nella
figura 2 è rappresentata la costellazione QAM con
le possibili 64 variazioni di fase e ampiezza. La
presenza di più punti nella costellazione QAM
rispetto alla QPSK permette di trasmettere più dati
nella stessa unità di tempo portando ad una
riduzione di banda ma acquisendo una minore
robustezza nei confronti del rumore. La QAM potrebbe
invece essere influenzata dalle riflessioni e dagli
echi delle reti in cavo coassiale ma tale eventualità
viene facilmente controllata introducendo la
codifica del segnale e quindi sfruttando un sistema
di correzione degli errori.
Modulazione COFDM
L’ambiente in cui si diffondono le
trasmissioni per via terrestre genera fenomeni di
degrado dei segnali quali, riflessioni, cammini
multipli, e attenuazioni selettive in frequenza. Un
segnale digitale modulato in QAM in questo ambiente
subirebbe un tale degrado da diventare
irrecuperabile. Anche altre tecniche di modulazione
subirebbero serie penalizzazioni a causa della
grande quantità di dati che caratterizzano i
segnali televisivi compressi MPEG-2. Per risolvere
tutti questi problemi è stata messa a punto la
tecnica di modulazione ortogonale a divisione di
frequenza OFDM.
Alla base di questo sistema si
impiega sempre la modulazione QAM ma non applicata
ad una sola portante ma a più portanti trasmesse
contemporaneamente ed ortogonali tra loro.
Questa caratteristica quindi
suddivide il contenuto delle informazioni da
trasmettere su migliaia di portanti, 1750 (modalità
2K) o 6817 (modalità 8K). Ogni portante dista dalle
adiacenti, in termini di fase, di 90°. Da cui
deriva la definizione di ortogonalità. Per effetto
dell’ortogonalità sono minimizzati al massimo i
fenomeni di interferenza isocanale permettendo di
utilizzare la stessa frequenza per la rete di
ripetitori. Per aumentare la protezione da errori di
trasmissione la modulazione OFDM viene codificata
con il FEC (Forward Error Correction) e prende il
nome di COFDM.
Le applicazioni
Le tre modalità di modulazione
digitale esaminate fino ad ora sono quelle previste
per i servizi di diffusione conformi alle specifiche
DVB. Pertanto tutti gli apparecchi riceventi
predisposti a ricevere segnali via satellite o via
cavo o per via terrestre devono poter demodulare
questi segnali. Purtroppo le diversità tra i vari
sistemi di modulazione non permettono attualmente di
avere un unico ricevitore digitale in grado di
trattare segnali QPSK, QAM e COFDM. Nei piani del
DVB ciò è auspicato ma la tecnologia non produce
ancora front-end con tali caratteristiche. Non è
escluso che tali prodotti vengano costruiti anche a
breve termine soprattutto sotto la spinta di quei
mercati dove esistono già i tre servizi digitali;
satellite, cavo e terrestre. In Europa i primi a
partire con il digitale terrestre sono stati gli
inglesi che si trovano già di fronte al dilemma di
dover impiegare due ricevitori diversi per i nuovi bouquet
digitali da satellite di Sky Digital e per il bouquet
digitale terrestre di BDB. La costruzione di
ricevitori "universali" potrebbe sfruttare
un front-end apposito oppure più front-end che
condividono quei circuiti che si possono rendere
comuni al trattamento dei tre segnali. Non ci rimane
che attendere ulteriori sviluppi in attesa che il
servizio digitale terrestre parta anche da noi.
Articolo
scritto da Vincenzo Servodidio - E-mail: spira@tin.it
.
LNB: SEMPLICEMENTE
INDISPENSABILE
Un elemento
importantissimo presente in ogni impianto ricevente da satellite è l'LNB
chiamato anche convertitore. Questo elemento è tecnologicamente molto
sofisticato perché deve avere a che fare
con i debolissimi segnali ricevibili da satellite.
Cerchiamo di capire come funziona e quali sono le differenze tra i vari
modelli in commercio.
Per ricevere da satellite servono tre cose: una
antenna parabolica, un LNB ed un ricevitore da satellite. La formula non
cambia qualunque siano i canali da ricevere, analogici o digitali. Si
tratta di un "trio perfetto" formato da elementi insostituibili.
Ognuno di essi ha un compito ben preciso e il buon funzionamento di tutti
e tre ci permette la ricezione di programmi tv e radio in chiaro e a
pagamento.
LNB, una lunga storia
Dall'inizio delle trasmissioni via satellite vi è sempre stato bisogno di
un dispositivo che permettesse di trasferire le altissime frequenze
ricevute da satellite verso un ricevitore impiegando normali cavi
coassiali. Sostanzialmente il compito del convertitore o LNB è
proprio questo, abbassare le frequenze in gioco per permettere alle stesse
di passare in un cavo senza grandi attenuazioni.
All'inizio la tecnologia non permetteva di costruire( LNB sofisticati come
quelli attualmente in commercio pertanto venivano impiegate due unità
separate: l'LNA (Low Noise Amplifier) e il BDC (Block down converter). L'LNA
aveva il compito di amplificare il segnale mentre il BDC effettuava la
vera conversione di frequenza.
Il principio su cui si basano gli attuali LNB non è cambiato ma oggi è
possibile avere in un solo contenitore le due unità e quindi avere in un
solo blocco quello che oggi chiamiamo LNB (Low Noise Block down converter).
Le caratteristiche degli LNB sono cambiate nel tempo per adattarsi alle
graduali evoluzioni dei ricevitori. Questi ultimi infatti hanno subito
modifiche soprattutto nei riguardi della gamma di sintonia. I primi
ricevitori avevano una gamma di sintonia compresa tra 950 e 1450 MHz, nel
giro di pochi anni si è passati alla gamma 950-1750 MHz seguita da
estensioni verso il basso e verso l'alto secondo le evoluzioni che nel
frattempo si avevano nel panorama di canali trasmessi da satellite.
Vi è un preciso momento storico in cui vi è stata la necessità di
abbassare la gamma di sintonia. La Pace fu la prima casa costruttrice ad
introdurre nei suoi ricevitori una gamma di sintonia a partire da 700 MHz.
Questa bassa frequenza, appartenente normalmente alla banda UHF tv, venne
scelta per effetto della messa in servizio del satellite Astra 1D allo
scopo di permetterne la ricezione a tutti gli utenti inglesi dotati da
tempo di antenna parabolica e LNB. I vecchi LNB infatti permettevano di
ricevere le frequenze più basse ma i ricevitori no. Pertanto la Pace
introdusse ricevitori con gamma di sintonia estesa verso il basso per
stimolare i possessori di vecchi ricevitori all'acquisto di un ricevitore
più moderno senza dover intervenire con modifiche sull'antenna.
Subito dopo nacque l'esigenza di allargare la gamma di sintonia verso
l'alto e quindi gli LNB si adattarono a fornire una gamma più ampia
fino a raggiungere e superare i 2000 MHz.
Gli attuali LNB raggiungono i 2150 MHz e si adattano perfettamente ai
ricevitori che sono in commercio.
LNB universali
Gli attuali LNB si chiamano "universali". Senza commentare il
nome che gli è stato attribuito, diciamo subito che l'universalità si
riferisce al fatto che è consentita la ricezione di tutta la gamma di
frequenze trasmesse dagli attuali satelliti, suddividendo l'intera gamma
in due sotto gamme chiamate: banda bassa e banda alta.
In commercio esistono moltissimi esemplari di LNB universale e la loro
costruzione è stata incentivata con contributi economici ai costruttori.
Questa politica ha permesso una larga diffusione di questi LNB al punto da
portarne il prezzo a minimi storici mai raggiunti in passato da qualsiasi
altro tipo di LNB. Ovviamente i modelli di marca costano ancora il loro
giusto prezzo ma si possono trovare in circolazione modelli fabbricati su
larga scala a prezzi molto bassi. Ovviamente il nostro consiglio è di
affidarsi ad un costruttore di chiara fama che garantisca il prodotto.
Gli LNB universali integrano la possibilità di ricevere una gamma molto
ampia di frequenze che oggi si estende da 10,700 MHz fino a 12,750 MHz.
Questa gamma viene suddivisa in due gamme. La prima va da 10,7 a 11,7 GHz
e viene chiamata banda bassa, la seconda va da 11,7 a 12,75 GHz ed è
chiamata banda alta.
Quali canali, quali bande?
Facendo alcuni esempi pratici, possiamo individuare tra i canali che si
possono ricevere quali appartengono alla banda bassa e quali alla banda
alta. Ad esempio il canale analogico RAI UNO viene trasmesso dal satellite
Hot Bird sul transponder 8 che corrisponde alla frequenza 11,366 GHz
in polarizzazione verticale. Tale frequenza è tra quelle ricevibili in
banda bassa. Se invece si vuole ricevere RAI UNO in digitale si deve
passare alla banda alta in quanto il pacchetto digitale della RAI è
trasmesso dal satellite Hot Bird 2 dal transponder 54 che
corrisponde alla frequenza di 11,804 GHz in polarizzazione verticale.
La commutazione tra le due bande avviene grazie ad un segnale di controllo
costituito da un tono da 22 kHz. Questo tono può transitare nello stesso
cavo coassiale che collega il ricevitore all'LNB pertanto il controllo
dell'LNB non richiede fili aggiunti. Tutti gli attuali ricevitori sono in
grado di produrre il tono a 22 kHz compresi anche i ricevitori
digitali. Molti ricevitori lasciano la libera scelta di attivazione o meno
del tono mentre i ricevitori digitali normalmente attivano il tono
automaticamente quando viene richiesta la sintonia di una frequenza
superiore a 11,7 GHz.
Quanti tipi di LNB universali
Il concetto di "LNB universale " è legato al fatto che
nello stesso LNB ve ne sono in pratica due, uno per la ricezione della
banda bassa l'altro per quella alta.
Ciò implica la presenza di un sistema di commutazione che come abbiamo
visto è affidato al tono a 22 kHz.
Normalmente un LNB universale ha un solo connettore di collegamento ed
è dedicato alla realizzazione di impianti di ricezione individuale.
Volendo utilizzare la stessa antenna parabolica per portare i segnali a più
utenti e quindi a più ricevitori, il classico LNB universale non va bene
in quanto non permette a più utenti di vedere programmi diversi tra loro
sia come polarizzazione, V o H, che come banda, bassa o alta.
Svolgono questo scopo speciali versioni di LNB universale che precisamente
sono due. Si possono avere LNB universali twin out e LNB universali a
quattro uscite.
Nel primo caso l'LNB universale Twin out è destinato al collegamento di
due ricevitori mentre il modello a quattro uscite viene impiegato in
impianti collettivi per più di due ricevitori fino a decine di ricevitori
collegati tutti alla stessa antenna.
LNB twin out, ideale per impianti analogici
digitali
L'LNB universale twin out dispone di due uscite separate ed indipendenti.
Ciò significa che ad ognuna delle due uscite si possono prelevare segnali
da portare a due ricevitori che rimangono del tutto indipendenti dalle
scelte di programma fatte dall'uno o dall'altro. Si tratta di una
soluzione ideale anche per la realizzazione di impianti individuali con
due ricevitori di cui uno analogico e l'altro digitale. Anche in questo
caso si ottiene la completa indipendenza e quindi si può ad esempio
registrare un programma digitale mentre se ne segue uno analogico e
viceversa.
LNB a quattro uscite, la soluzione collettiva
negli impianti collettivi per collegare più ricevitori alla stessa
antenna vengono solitamente impiegate centraline di distribuzione che
hanno necessità di avere contemporaneamente disponibili tutti i programmi
ricevibili. Ci vogliono quindi speciali LNB che forniscono su uscite
separate i canali con polarizzazione verticale e orizzontale e con diversa
banda, alta e bassa. Per risolvere il problema sono presenti sul mercato
LNB universali a quattro uscite che incorporano ben quattro convertitori e
che forniscono su quattro uscite separate i seguenti gruppi di canali:
verticali in banda bassa, orizzontali in banda bassa, verticali in banda
alta, orizzontali in banda alta.
Antenne motorizzate e LNB universali
Vista la grande offerta di canali digitali trasmessi da tutti i satelliti
europei la tentazione di motorizzare l'antenna è forte. Infatti una
antenna dotata di LNB universale si può motorizzare ma il sistema
funziona solo se l'antenna viene montata su un motore polare o su un
supporto polare. La differenza tra i due consiste nel tipo di motore e
nella struttura del supporto ma entrambi seguono fedelmente l'arco polare
compensando automaticamente le differenze di polarizzazione (skew) dei
vari satelliti. Se invece si monta l'antenna su un rotore d'antenna si
hanno problemi di interferenze contropolari soprattutto sui satelliti
posti alle longitudini estreme a est e ad ovest.
Chi ha già una antenna motorizzata e gli vuole collegare un ricevitore
digitale lo può fare
ma deve montare un LNB universale opportunamente allineato da un
installatore professionista munito di strumentazione di misura.
fig.1 - Grazie all'LNB
universale si possono ricevere tutti programmi trasmessi nella banda
satellitare Ku. Infatti l'ampia banda satellitare non è ricevibile in
blocco da un normale ricevitore satellite pertanto è necessario
suddividerla in due bande: bassa e alta. L'LNB universale effettua questa
suddivisione sotto il controllo del ricevitore il quale fornisce un
apposito tono a 22 kHz utile alla commutazione tra le due bande.
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Articolo scritto da Vincenzo
Servodidio - E-mail: spira@tin.it
LA SELVA DEI COLLEGAMENTI
Siete riusciti a
puntare la vostra prima antenna e siete pronti a godervi lo spettacolo. Prima
di concedervi il meritato riposo dovete ancora predisporre i collegamenti con
il televisore ed il videoregistratore. Vi sveliamo i trucchi per collegare
tutto correttamente ed ottenere la massima qualità di immagini e suoni nonché
la massima flessibilità dell’impianto.
Puntare l’antenna parabolica non è certo una operazione
facile ma dopo vari tentativi siete riusciti a trovare il satellite giusto. Come
abbiamo già visto, puntare l’antenna richiede una certa conoscenza delle
problematiche di ricezione da satellite e quindi dei requisiti minimi per
ottenere la ricezione. Tra questi i più importanti sono: avere il SUD
disponibile e soprattutto la direzione di puntamento teorico aperta e priva di
ostacoli; disporre di un adeguato sostegno per l’antenna.
Dopo avere puntato con successo l’antenna si deve procedere al
collegamento del ricevitore sat al televisore di casa, al videoregistratore e
all’impianto stereo hi-fi. Proprio dalla corretta esecuzione di questi
collegamenti si ottiene la massima funzionalità dell’impianto.
Collegamenti perfetti
Un aspetto importante dell’impianto di ricezione riguarda i collegamenti con
le altre apparecchiature domestiche quali il televisore e il videoregistratore.
Normalmente ogni ricevitore satellite permette molteplici collegamenti sia audio
che video. Inoltre, è spesso disponibile quello che viene definito “segnale
RF” ovvero un segnale che permette di collegare il ricevitore satellite ad
altre apparecchiature tramite il cavo dell’antenna tv. Vi sono quindi varie
modalità di collegamento ognuna delle quali ha precise caratteristiche e
fornisce un risultato diverso, in termini di tipo e qualità delle immagini e
dei suoni. Trovare la giusta configurazione dei collegamenti significa ottenere
le massime prestazioni relativamente anche alla funzionalità e alla facilità
di gestione del complesso di apparecchiature collegate tra loro. E’ però
opportuno fissare alcuni concetti basilari relativi alle caratteristiche
elettriche e alle modalità di impiego delle varie prese di collegamento
presenti sul pannello posteriore di un ricevitore satellite.
Tutti i connettori
Facciamo una breve panoramica sui connettori normalmente disponibili sul retro
di un ricevitore satellite.
Normalmente, sia per dimensione che per aspetto le prese più evidenti sono le
cosiddette “prese scart”. Un connettore in plastica nera dalla forma
rettangolare e con due file di contatti per un totale di 21 poli, sono gli
elementi che caratterizzano l’aspetto del connettore scart, quello più
diffuso nel settore audio e video amatoriale.
Ad ogni contatto del connettore scart corrisponde un preciso segnale, infatti
l’assegnazione dei vari segnali ai rispettivi contatti è standardizzata.
Pertanto, ogni connettore scart dispone della stessa “piedinatura” ovvero
della stessa disposizione dei vari segnali in entrata ed uscita. Ad esempio: il
piedino contrassegnato con il numero 19 rappresenta l’ingresso video mentre i
piedini 2 e 4 sono assegnati al segnale audio stereo in entrata.
Altri connettori quasi sempre presenti sono le cosiddette prese “fono” note
anche come “rca” o “pin”. Queste prese rappresentano l’uscita audio
stereo. Il colore dell’isolante identifica solitamente il canale audio,
”rosso” per il destro e “bianco” per il sinistro
In alcuni ricevitori satellite vi sono più di due connettori rca. Ad esempio vi
possono essere tre connettori dei quali uno, di colore giallo, è previsto per
l’uscita del segnale video da inviare ad un videoregistratore o ad un monitor,
mentre gli altri due sono le uscite audio stereo.
Può capitare di trovare nei ricevitori di classe più elevata, una presa rca
contrassegnata con la sigla B.B. che sta a significare “banda base”. Questa
presa fornisce il segnale con caratteristiche tali da permettere l’inserzione
di un decodificatore esterno per le tv analogiche criptate. Il decodificatore
utilizza questo segnale per rimettere in chiaro le immagini ed i suoni.
Infine troviamo due connettori i cui dati dimensionali sono stabiliti dalle
norme CEI e IEC. Questi due connettori sono una presa ed una spina e
rappresentano i terminali di ingresso ed uscita del modulatore UHF.
Quest’ultimo è un circuito interno presente nella maggioranza dei ricevitori
sat che ha il compito di trasformare i segnali video e audio generando un
segnale UHF del tutto paragonabile a quelli che vengono normalmente ricevuti per
via terrestre. Il modulatore permette quindi di collegare al ricevitore
satellite televisori e video registratori privi di prese scart. Il collegamento
tramite modulatore non include l’audio stereo pertanto il segnale RF ha
solamente l’audio monofonico.
La “magica” scart
Il connettore scart grazie alla sua universalità è la soluzione ideale per la
connessione rapida di più segnali contemporaneamente. In esso è possibile far
transitare segnali audio, video nonché segnali RGB, Y/C e dati. Nella figura 1
sono evidenziati i singoli segnali relativi ai poli di una presa scart. In un
ricevitore sat si hanno normalmente più tipi di configurazione delle prese
scart. Vi è infatti la scart dedicata al televisore quella dedicata al
videoregistratore ed eventualmente una terza dedicata al collegamento di un
decoder esterno.
Queste tre prese sono quelle presenti nella maggioranza di ricevitori sat
analogici ma nella sostanza non differiscono dalle stesse prese presenti in un
ricevitore digitale. Vediamo sinteticamente quali sono le differenze.
La presa scart TV è una presa nella quale sono sfruttati solo i percorsi dei
segnali diretti al televisore, i segnali in uscita, per intenderci. Pertanto i
segnali audio e video escono dal ricevitore sat e raggiungono il televisore ma
non al contrario, ovvero nessun segnale utile parte dal televisore per
raggiungere il ricevitore sat. Dalla scart TV fuoriescono quindi i seguenti
segnali: video composito CVBS, audio stereo, commutazione AV, segnali di
controllo del formato di immagine. La scart VCR è destinata al
videoregistratore e, a differenza della scart TV, questa presa e bidirezionale.
Infatti oltre a fornire i segnali da registrare è predisposta a ricevere i
segnali di riproduzione da una videocassetta. La scart VCR quindi gestisce
i segnali sia in entrata che in uscita. Nella fase di riproduzione di una
videocassetta, vengono disattivati momentaneamente i segnali del ricevitore sat
e quindi i segnali del videoregistratore possono transitare verso il televisore.
Questo passaggio avviene tra la scart VCR e la scart TV. Tutti i ricevitori sat
prevedono che tra le due prese scart vi sia un apposito collegamento che
permette la visione di una videocassetta senza dover modificare i collegamenti
tra VCR, ricevitore sat e TV. La commutazione tra il segnale di
riproduzione della videocassetta e il segnale ricevuto da satellite, avviene
automaticamente grazie alla tensione di commutazione presente al piedino 8 della
scart del videoregistratore quando è attiva la funzione “play” .
La scart decoder è destinata al collegamento con un decodificatore per canali
criptati. Essa è quindi di tipo bidirezionale ovvero fornisce in uscita il
segnale criptato ed è predisposta a ricevere in entrata il segnale reso in
chiaro dal decoder esterno.
Esistono vari tipi di decodificatori che forniscono il segnale decriptato in due
modi: CVBS e RGB.
La modalità CVBS equivale ad avere in uscita un segnale video nella sua forma
più conosciuta. La modalità RGB fornisce invece tre segnali corrispondenti ai
tre colori primari: rosso, verde, blu, sfruttando tre poli separati della presa
scart. I tipi attualmente più diffusi di decodificatori sono VideoCrypt e
D2-Mac. Il primo utilizza la modalità CVBS mentre il secondo fornisce sia
segnali CVBS che RGB.
Problemi e soluzioni
Partendo da un impianto collegato correttamente con connettori scart riportiamo
alcune osservazioni su problemi che si possono manifestare.
Collegando il VCR con il cavo scart al ricevitore sat, si ottiene la
registrazione su AV, pertanto il videoregistratore per registrare il satellite
deve essere messo in AV che corrisponde in alcuni apparecchi al programma 0
oppure ad una funzione attivabile premendo un apposito tasto contrassegnato
dalle sigle: EURO AV, VIDEO o la solita icona con una freccina che entra dal
lato sinistro in un schermo tv. Abilitato l’ingresso AV è possibile che sul
televisore non vi sia nessuna dimostrazione della avvenuta commutazione. Ciò
accade perché il televisore tramite la scart riceve ancora i programmi da
satellite mentre il vcr non fornisce ancora il segnale a 12 volt per la
commutazione automatica ( disponibile solo durante il Play o durante la
registrazione). Pertanto, vedere il programma da registrare tramite il VCR prima
di attivare la registrazione non è sempre una operazione così semplice
ed immediata come si potrebbe pensare. E’ infatti più complicato del solito
ottenere questa funzionalità in quanto il passaggio dipende dalle modalità di
commutazione del ricevitore sat. Se quest’ultimo ha il tasto “vcr” il
problema si risolve semplicemente, se invece è presente il tasto tv\sat alcuni
ricevitori permettono il passaggio progressivo sat - tv vcr, premendo più
volte il tasto. Se nessuna delle due opzioni è disponibile rimane solo la
modalità RF per la quale è necessario sintonizzare un canale del
videoregistratore su quello generato dal modulatore del ricevitore satellite e
sintonizzare un canale del televisore sul canale generato dal modulatore del
videoregistratore. Così facendo, ammesso di trovare un canale UHF libero sul
televisore, si ottiene la visione diretta di ciò che è presente all’ingresso
del videoregistratore anche se quest’ultimo non è ancora entrato in
registrazione.
Un altro problema che si potrebbe verificare si manifesta con una
sovrapposizione di altre immagini TV su quelle del ricevitore sat quando è
abilitata la scart del televisore sulla quale è collegato il ricevitore
satellite. Ciò accade per una scarsa schermatura del cavo scart. Cavi scart
economici non hanno una schermatura indipendente per ognuno dei segnali in
transito, audio, video e RGB. Ciò significa che soprattutto sul segnale video,
che contiene componenti ad alta frequenza, vi può essere un disturbo provocato
dalla presenza di un differente segnale video sul percorso di ritorno del cavo
scart. In pratica accade che il canale su cui è sintonizzato il televisore,
essendo presente all’uscita della scart influisce sul segnale video
proveniente dal ricevitore sat. Il risultato che si ottiene è una immagine
apparentemente corretta dei programmi ricevuti da satellite ma con una
sovrapposizione delle immagini relative al canale su cui era sintonizzato il
televisore prima della commutazione AV. Per risolvere questo problema è
necessaria la sostituzione del cavo scart con un cavo di migliore qualità
completamente schermato.
Un ultimo problema si manifesta con i ricevitori da satellite digitali. Questi
ricevitori forniscono alla scart TV segnali sia CVBS che RGB. Utilizzando un
cavo scart a 21 poli cablati si ottiene, sui televisori che lo permettono, la
visione diretta in RGB. Ciò significa che i segnali in uscita dal ricevitore
sat arrivano direttamente al tubo catodico del televisore. La qualità
ottenibile nella modalità RGB è molto elevata ma può provocare un
funzionamento anomalo del televisore quando, lasciando acceso il
ricevitore sat, si vuole passare ad un normale programma tv terrestre. In tale
situazione la maggioranza dei televisori da precedenza al segnale RGB pertanto
ciò che si ottiene sullo schermo del tv è una mescolanza tra l’immagine RGB
e quella del canale TV terrestre con una netta prevalenza di quella RGB. Per
eliminare il problema si dovrebbe spegnere il ricevitore sat digitale ma ciò
non è possibile se si stà registrando da satellite e si vuole nel frattempo
seguire un programma terrestre. La soluzione pertanto consiste nel rinunciare
alla modalità RGB sostituendo il cavo scart a 21 poli con un normale cavo scart
a 8 poli. Così facendo si attiva la modalità CVBS e quindi i circuiti interni
del televisore effettuano le commutazioni necessarie senza problemi. Un altro
aspetto tecnico della modalità RGB non permette le regolazioni di luminosità,
colore e contrasto.
Registrare il satellite
Se i vari collegamenti sono ben fatti, la registrazione di un programma tv
satellite è una cosa facilissima. Si seleziona il programma sat da registrare e
si predispone il videoregistratore in registrazione.
Durante la registrazione si deve fare attenzione a non cambiare programma
satellite in quanto il videoregistratore registrerebbe tutto, anche i nostri
cambi di canale. Non ci si deve dimenticare che il videoregistratore collegato
al ricevitore satellite registra tramite scart da quest’ultimo. Ciò significa
che la sorgente di segnale è il ricevitore sat pertanto il videoregistratore lo
vede come una sorgente esterna e come tale se dovesse variare, varierebbe anche
la registrazione. Per sintetizzare si può quindi dire che registrare da
satellite è sicuramente possibile ma una volta avviata la registrazione non si
può selezionare un programma tv satellite diverso da quello che si sta
registrando.
Esistono in commercio speciali ricevitori dotati di doppio sistema di sintonia
per il quale vengono chiamati ricevitori “twin tuner” o a “doppio tuner”.
Questa caratteristica permette di registrare un programma tv diverso da quello
che si stà seguendo mantenendo la completa indipendenza tra i due.
Portare i segnali sat nelle altre stanze
Dopo un primo periodo passato ad esplorare i vari canali diffusi via satellite
si arriva inevitabilmente a stabilire delle preferenze. Vi sarà sicuramente un
programma che vi entusiasma più di un altro e quindi a breve vi troverete a
fare zapping solo tra i canali più interessanti.
A questo punto nasce solitamente la necessità di poter seguire il programma
preferito dalla camera da letto o comunque da un altro televisore non collegato
fisicamente al ricevitore satellite. In questo caso vi sono vari sistemi per
portare il segnale verso le altre stanze dell’appartamento e quindi
verso altri televisori.
Analizziamo sinteticamente alcuni tra i sistemi disponibili sul mercato
lasciando i dettagli ad un prossimo articolo.
Il segnale si può trasferire via cavo oppure via etere. Via cavo significa
portare i segnali tramite gli stessi cavi coassiali che collegano i vari
televisori all’antenna terrestre.
Via etere significa utilizzare dei sistemi di trasmissione domestica senza fili
con la quale si può portare il segnale da una stanza all’altra senza dover
avere necessariamente dei cavi di collegamento.
Sia uno che l’altro sistema raggiungono lo scopo ma hanno inevitabili pregi e
difetti. Da un lato il sistema via cavo offre la massima sicurezza di
funzionamento e sicuramente vi permette di allestire l’impianto con poca
spesa, dall’altro lato il sistema via radio offre semplicità ed immediatezza
ma impone l’uso di speciali accessori non del tutto economici. Qualunque sia
il sistema di trasferimento dei segnali ciò che stà alla base del sistema deve
essere un ricevitore analogico o digitale dotato di OSD ( On Screen Display)
ovvero con la visualizzazione sullo schermo tv dei parametri di ricezione e
delle funzioni regolabili. L’OSD è utilissimo per avere sotto controllo il
ricevitore anche se fisicamente esso è posto in un’altra stanza. Grazie al
telecomando a raggi infrarossi si possono comandare tranquillamente tutte le
funzioni di qualunque ricevitore da qualsiasi stanza servita da un estensore di
telecomando.
Tale sistema viene spesso utilizzato in quelle abitazioni dove non si vuole
avere sott’occhio il ricevitore sat e lo si preferisce nascondere nel sotto
tetto o in una stanza diversa da quella dove è situato il televisore principale
dell’appartamento.
Tante possibilità da scoprire
Queste non sono che alcuni tra gli aspetti della ricezione via satellite.
L’impianto di antenna , i collegamenti audio-video, le possibilità di
registrazione e di controllo da altre stanze sono gli argomenti che stanno più
a cuore agli appassionati satellitomani. Nei prossimi articoli non mancheremo di
presentare casi reali di impianto con le possibile soluzioni di collegamento che
soddisfano la maggioranza delle esigenze di ricezione e gestione
dell’impianto. Siamo solo all’inizio di un viaggio che scoprirà tutti i
misteri della ricezione via satellite.
appendice: La presa scart
La sigla SCART è l'acronimo delle parole francesi Syndacat de Constructeurs d'Appareils
Radio recepteurs e Televiseurs. L'origine della SCART è infatti Francese ed i
primi studi per la sua realizzazione risalgono all 1980. Nella forma definitiva
questa forma di connessione è stata adottata anche in altri paesi europei
assumendo talvolta nomi diversi. I nomi più utilizzati sono: Scart, Peritel,
Euro connector.
Gli elementi principali della connessione Scart sono la presa e il cavo di
connessione. Mentre per la presa sono state stabilite caratteristiche ben
precise legate a: disposizione e dimensioni dei vari piedini, assegnazione dei
piedini ai segnali in transito, natura e livello dei vari segnali, impedenze
tipiche di ingresso e di uscita; per i cavi di collegamento non esistono
specifiche particolari per cui ne esistono in commercio varie versioni.
LA RIVOLUZIONE
DIGITALE
di Vincenzo SERVODIDIO
La definiscono tutti così: è una
rivoluzione digitale. Chi l’avrebbe detto che in soli tre anni il panorama
della televisione avrebbe avuto una così rapida evoluzione tecnologica. Il
digitale sta dilagando in tutti i servizi diffusivi, e non solo, sotto
l’insegna del DVB Digital Video Broadcasting.
La “televisione” è oggi il pretesto per fare
nascere una nutrita schiera di servizi collaterali che non sempre sono
direttamente connessi all’aspetto diffusivo, anzi, ne sfruttano il potere di
penetrazione per raggiungere un maggior numero di utenti.
Ciò è, tutto sommato, la naturale evoluzione tecnologica dettata dal DVB il
cui standard ha riunito in un flusso unico di dati tutto ciò che può trarre
vantaggi da una elevata velocità di trasmissione. Non a caso ci troviamo quindi
di fronte a segnali video e audio compressi uniti a segnali dati che utilizzano
tutti lo stesso mezzo trasmissivo ma che non devono essere obbligatoriamente
legati da qualche relazione.
E’ l’aspetto “multimediale” che è vincente, e in questo contesto il DVB
fa la parte di un “calderone” nel quale ci sono tutti gli ingredienti per fare
esplodere l’offerta dei nuovi servizi e quindi sviluppare sia i nuovi mercati
sia i mercati tradizionali che fino ad ora hanno percorso strade indipendenti.
Non solo televisione
L’aspetto più travolgente di questa rivoluzione è la rapidità con la quale
nascono nuovi prodotti e nuove modalità di fruizione dello schermo televisivo.
Assistiamo da un lato alla nascita di televisori con prese di ingresso adatte al
collegamento con il computer mentre altri costruttori si stanno orientando verso
l’integrazione totale.
La tendenza è quella di portare alla grande massa dei consumatori televisivi
tutte quelle tecniche che richiedono oggi competenze specifiche, ad esempio
l’uso del computer, la navigazione in Internet, o il semplice scambio di
informazioni con i mezzi di telecomunicazione informatici.
I nuovi televisori incorporeranno tutto ciò che oggi risulta ostico ai più,
con oggetti, modalità e procedure semplificate al massimo. Ciò è però quello
che dicono i costruttori, la realtà è ben diversa in quanto il consumatore
televisivo nella grande maggioranza dei casi non ha ancora capito come
sintonizzare un nuovo canale oppure ha difficoltà nel programmare il timer del
videoregistratore. I nuovi televisori avranno sicuramente funzioni aggiunte e
quindi nuove funzionalità da “capire” prima di poterne usufruire.
Uno sforzo notevole nella semplificazione di procedure ma non di prestazioni sarà
la mossa vincente che permetterà una larga diffusione dei nuovi prodotti.
Oltre all’integrazione nei nuovi tv di “computer” e “satellite” ci
aspettano grandi cose che miglioreranno la fruizione puramente televisiva. Le più
tangibili, che già oggi sono attive nelle trasmissioni digitali via satellite,
sono la guida elettronica ai programmi e l’interattività.
L’inserimento dell’EPG è senza dubbio una caratteristica che
incontrerà il favore degli utenti televisivi più restii alle innovazioni
tecnologiche. Allo scopo vi è già uno standard Europeo il nexTView che
permetterà ai nuovi televisori dotati di EPG di ricevere le informazioni
trasmesse dai broadcaster. Grazie al nuovo standard MHEG-5 sarà anche possibile
dar luogo all’integrazione tra EPG e servizi interattivi sfruttando un
interfaccia molto accattivante che unisce testo e grafica. L’interattività
vedrà il suo ruolo iniziale verso due direzioni: la fruizione attiva del
mezzo televisivo e il gioco. La prima direzione è verso chi ha sempre avuto un
approccio non passivo con la televisione, chi ama scegliere ciò che vuole
vedere ed oggi sfrutta molto il videoregistratore troverà finalmente ampia
soddisfazione nei nuovi servizi. Chi ama giocare troverà nel mezzo televisivo
una fonte inesauribile di possibilità con la grande semplificazione data
dall’assenza di un computer da avviare e da controllare.
Ciò non deve fare pensare che il mercato dei personal computer morirà anzi, il
mezzo televisivo diventerà la palestra di chi, superato l’approccio
tecnologico, vorrà sperimentare le potenzialità offerte dai personal computer
multimediali.
Verso l’alta definizione
Un aspetto confortante delle nuove tecnologie è la qualità realmente
ottenibile con le trasmissioni tv e radio digitali. Basta pensare al fatto che
grazie alla tv digitale terrestre DTT spariranno dalle immagini tv tutte le
riflessioni e le interferenze tipiche della tv terrestre analogica attualmente
in servizio. Ma la naturale evoluzione qualitativa ha una sola strada da
percorrere quella che porta alla tv ad alta definizione.
E’ da tempo che si parla di HDTV, prima con il raddoppiamento delle linee tv,
poi con l’introduzione dell’HD-Mac ma questi non sono stati che timidi
tentativi molto costosi e dai risultati insoddisfacenti.
Grazie alla tecnologia digitale si sono superati i limiti fisici dell”analogico”
e quindi parlare oggi di alta definizione TV è molto realistico e a breve ne
avremo le prove.
Parte la tv digitale terrestre ed è già
guerra
La partenza della DTT Digital Terrestrial Television in Inghilterra ha fatto
nascere un contenzioso tra BDB e BSkyB. BDB, British Digital Broadcasting,
offrirà 15 canali televisivi di cui 12 nell’offerta basic e 3 nell’offerta premium.
Verrà utilizzato un ricevitore DVB-T con accesso condizionato Mediaguard
(meglio conosciuto come Seca).
Il problema sollevato da BSkyB nasce dall’incompatibilità tra il sistema
digitale satellite e quello terrestre. Infatti la tv digitale terrestre
utilizza la modulazione COFDM mentre la tv digitale satellite utilizza il QPSK.
Queste differenze possono costituire un ostacolo commerciale allo sviluppo di
Sky Digital ma BDB ha come target iniziale raggiungere tutti gli utenti non
agganciati al gruppo Sky, facendo leva sulla semplicità del sistema e sul
prezzo più conveniente. Le intenzioni di BDB sono di permettere all’utente
finale di comprare il ricevitore DVB-T ed installarselo da solo. Operazione
realisticamente possibile visto che che la DTT prevede l’impiego della normale
antenna terrestre già presente in tutte le case. Il set top box terrestre sarà
più economico di quello satellite mentre quest’ultimo richiede anche
l’installazione dell’antenna parabolica. Certo, l’ideale sarebbe avere un
unico ricevitore compatibile DVB-S e DVB-T e, vista l’alta integrazione
ottenibile oggi con un single chip DVB-T non è escluso che ciò possa già
essere nei progetti di qualche costruttore. Dall’altro lato vi è un forte
interesse ad integrare il tuner DVB-T nei televisori pertanto il ricevitore
esterno dovrebbe coprire solo la prima fase di introduzione del DVB-T che sarà
probabilmente molto lunga per dare il tempo agli utenti di abituarsi all’idea
di cambiare il televisore. In tal senso si deve considerare anche la tendenza
attuale a trasformare il televisore come un centro multimediale, fattore,
questo, che produrrà una grande spinta al rinnovamento del parco di televisori.
L’inghilterra vivrà quindi per prima in Europa l’esperienza
dell’integrazione delle tre branchie del DVB: satellite, cavo e terrestre. Sarà
comunque presto raggiunta da altri paesi non ultima l’Italia dove la
sperimentazione del DVB-T si stà avviando.
Sky Digital ai blocchi di partenza
BSkyB ha lanciato ufficialmente a Cable & Satellite 98 la partenza delle sue
trasmissioni digitali via satellite con Sky Digital. Le trasmissioni inizieranno
entro la fine dell’anno dal satellite Astra a 28,2° est, posizione
orbitale ancora contesa con Eutelsat.
L’obbiettivo è offrire 4 bouquet
di programmi e servizi interattivi. L’offerta si articola con: “Sky
Movie Multiplexing”, 10 programmi di film; Sky Box Office, 50 programmi di
film, sport e intrattenimento con partenza dei film ogni 15 minuti; Sky music
choice channels, 50 programmi musicali attivi 24 ore su 24 e per finire 15
programmi “free to air” relativi a canali già esistenti compresi quelli
terrestri.
I ricevitori per Sky Digital sono al momento quattro: Grundig, Pace, Panasonic,
Amstrad. Tutti integreranno OpenTV ed utilizzeranno il sistema di accesso
condizionato NDS.
Evoluzione dei set top box
C’era una volta il ricevitore digitale. Oggi non basta più definire così il
famoso “set top box”. La rivoluzione digitale ha coinvolto ovviamente anche
i costruttori di ricevitori che oggi sono costretti ad operare come partner dei
vari broadcaster e quindi a diversificare i loro prodotti secondo le specifiche
dettate da questo o quel fornitore di servizi. Il momento contingente non
permette ancora uno sviluppo libero dell’offerta di prodotti, se mai ci sarà.
Questa situazione è determinata dalla veloce fase evolutiva del “sistema
digitale” che richiede, nostro malgrado una certa flessibilità sia di vedute
che economica. I vantaggi del digitale sono indiscussi ma un fattore certo è
anche l’estrema mobilità tecnologica determinata dalla nascita di nuove
piattaforme e dall’integrazione con nuovi sistemi multimediali ed interattivi,
crea un certo disorientamento soprattutto nell’utente finale. Per andare
oltre, verso una tecnologia assodata, si deve aspettare ancora qualche anno;
quando il processo evolutivo avrà determinato, anche se non totalmente, i ruoli
definitivi del “gioco”.
Un dato di fatto è che alla Cable & Satellite 98 di ricevitori digitali ne
abbiamo visti di tutte le specie compresi i coreani e i taiwanesi sintomo questo
di un mercato in espansione in tutto il mondo.
Cercando di fare chiarezza possiamo oggi distinguere tre filoni principali che
corrispondono ai tre rami principali del DVB e precisamente: DVB-S (satellite),
DVB-C (cavo) e DVB-T (terrestre). Analogamente abbiamo tre diversi ricevitori
nei quali ciò che cambia sostanzialmente è il “front end” che deve essere
rispettivamente, QPSK, QAM, COFDM. Al momento la categoria più ricca è quella
del satellite dove possiamo distinguere le seguenti versioni di ricevitori:
“free to air”, per la ricezione dei canali in chiaro; “IRD”, con modulo
di accesso condizionato esterno e lettore di smart card interno, ad esempio
Irdeto; “Embedded CAS”, con sistema di accesso condizionato integrato e
montato stabilmente all’interno del ricevitore; ‘Common Interface”, con un
connettore standard PCMCIA ( noto anche come PC CARD) nel quale inserire un
apposito modulo di accesso che integra il lettore di smart card. A queste
varianti ogni broadcaster può aggiungere un sistema operativo che gestisca i
servizi interattivi e l’interfaccia grafica, tra i più “gettonati”
abbiamo il sistema OpenTV™. Ci possono poi essere versioni ibride dove
possiamo avere l’interfaccia comune insieme ad un embedded CAS e a OpenTV™.
Insomma siamo in una fase in cui ogni broadcaster deve dire ai suoi abbonati
quale ricevitore comprare e non è al momento prevedibile una
“liberalizzazione” o standardizzazione dei sistemi anche perché la tanto
auspicata interfaccia comune non è ancora applicata dai broadcaster, e chissà
se lo sarà mai (vedi il caso Italiano dei moduli CI Irdeto).
TRANSPORT STREAM (TS)
La trasmissione di programmi e servizi secondo lo standard
DVB avviene per mezzo di un flusso di dati chiamato in gergo "Transport
Stream" abbreviato TS. Il TS è quindi il segnale che va a modulare in QPSK
il trasmettitore di una stazione di uplink per la tv satellite oppure in QAM il
trasmettitore di una stazione di testa per tv via cavo. Il TS è il risultato di
una multiplazione o, in gergo "Multiplex" di pacchetti di dati
elementari chiamati PES "Packetized Elementary Streams" che contengono
le informazioni video, audio e dati di un singolo programma con tutti gli
elementi per sincronizzare l'audio con il video e per l'eventuale criptaggio. Lo
stesso multiplex riceve dati aggiuntivi relativi alla identificazione dei
servizi trasmessi SI, al controllo di accesso CA e alla guida elettronica ai
programmi EPG.
Il pacchetto di trasporto
Tutte le informazioni da trasmettere vengono mescolate e
suddivise in pacchetti di dati a lunghezza fissa di 188 byte detti pacchetti di
trasporto o "Transport Packet". Nella fase di trasmissione ad ogni
pacchetto da 188 byte vengono aggiunti 16 byte e quindi i pacchetti assumono la
lunghezza totale di 204 byte. I 16 byte aggiunti sono relativi alla protezione
ovvero al sistema di correzione degli errori della codifica Reed Solomon
chiamata anche RS(204,188 T=8).
Packet Header
Dei 188 Byte relativi ad un singolo pacchetto dello stream
di trasporto, 4 sono dedicati all'intestazione "packet header" e sono
suddivisi nel modo seguente. L'inizio è sempre costituito dal codice
esadecimale fisso a 47 con lo scopo di identificare l'inizio del pacchetto. I
restanti bit sono descritti nella figura seguente.
Legenda:
Sync 47h = 8 bit di sincronismo fissi all'esadecimale 47
EI = Transport Error Indicator, ammontare degli errori rilevati
PUSI = Pyload Unit Start Indicator, inizio del pacchetto
PES TPR = Transport Priority, indicatore di prioritˆ
PID = Program Identifier, identificatore del pacchetto
TSC = Transport Scrambling Control, tipo di criptaggio
AFC = Adptation Fiel Control, controllo del campo di adattamento
CC = Continuity Counter, contatore di continuitˆ tra le sezioni di PES
Costituzione del transport stream
Nella figura seguente è illustrata la composizione del
transport stream Mpeg-2. I singoli dati PES possono avere una lunghezza che non
ricade nei multipli di 188 byte pertanto la norma ISO/IEC 13818-1 prescrive che
tali pacchetti vengano suddivisi su più ottetti da 184 byte avendo l'accortezza
di fare
sempre iniziare un pacchetto PES con l'inizio dell'ottetto e la fine del
pacchetto PES con la fine dell'ottetto. L'eventuale spazio rimanente all'interno
dell'ultimo ottetto viene compensato e riempito da informazioni di adattamento
chiamate AF o "Adaptation Field".
3 TRUCCHI PER IMPIANTI
INDIVIDUALI
Presentiamo alcuni
espedienti per risolvere alcuni dei problemi installativi che si verificano
con più frequenza. Si tratta di alcune soluzioni ad “hoc” che permettono
di modificare e ampliare l’impianto cercando di contenere le problematiche
relative al cavo di discesa quali la sua sostituzione o l’aggiunta di altri
cavi.
Nella fase di installazione di un impianto individuale per
la ricezione via satellite, capita spesso di dover adottare soluzioni di ripiego
per gestire i percorsi dei cavi e gli eventuali ampliamenti dell’impianto. Tra
le problematiche più frequenti ne abbiamo selezionate. La prima nasce
dall’esigenza di collegare un ricevitore analogico ed un ricevitore digitale
alla stessa antenna senza modificare la linea di discesa e l’antenna. La
seconda deriva dall’impossibilità di aggiungere un secondo cavo per la tv
satellite affiancandolo a quello già esistente per la tv terrestre. La terza è
invece quella che nasce dall’esigenza di portare i segnali della tv satellite
verso altri televisori della casa.
Di seguito, forniamo tre possibili soluzioni che permettono di ottenere
risultati soddisfacenti con una spesa limitata.
Trucco n°1 – Collegare analogico e digitale alla
stessa antenna nel modo più semplice possibile
Collegare due ricevitori alla stessa antenna è una esigenza nata
dall’introduzione della tv digitale. Infatti molti appassionati di tv
satellite che già disponevano di un impianto per la tv satellite analogica, si
sono trovati di fronte al problema di aggiungere il ricevitore digitale e quindi
condividere l’antenna tra i due ricevitori. Vi sono vari metodi per ottenere
lo scopo, di seguito presentiamo quello più semplice.
Fig1
– Il sistema più semplice per collegare
due ricevitori alla stessa antenna è quella di aggiungere uno splitter. E’
tuttavia opportuno che i ricevitori vengano accesi uno alla volta.
Il sistema consiste nell’inserire un divisore di segnale
chiamato in gergo “ splitter a due uscite” sull’estremità del cavo di
antenna che già collega il ricevitore analogico. L’inserzione può avvenire
quindi direttamente alla testa del cavo che entra in casa. Il sistema funziona
correttamente a condizione che i ricevitori vengano accesi uno alla volta. E’
opportuno chiarire perché ciò costituisca un requisito essenziale.
Come è noto, il ricevitore sat per ricevere tutti i canali trasmessi da un
satellite utilizza un LNB universale. Questo componente suddivide l’intera
offerta di canali ricevuti dal satellite in quattro gruppi di canali aventi
differente polarizzazione e banda di appartenenza. Tutti i canali ricevibili
sono quindi suddivisi nei seguenti gruppi: canali verticali della banda bassa,
canali orizzontali della banda bassa, canali verticali della banda alta, canali
orizzontali della banda alta.
Per la selezione del canale da ricevere ad ognuno di questi gruppi viene fatto
corrispondere un preciso comando inviato dal ricevitore all’LNB. Tale comando
utilizza due componenti essenziali che sono la “tensione” ed il “tono”.
La tensione viene fatta variare tra due valori possibili, 13 e 18 volt, valori
ai quali vengono associati rispettivamente i canali verticali e quelli
orizzontali.
Il tono è costituito da un segnale avente una frequenza di 22 kHz che può
essere attivo oppure spento. Il tono viene trasmesso all’LNB tramite lo stesso
cavo coassiale che porta la tensione di LNB e trasferisce nello stesso tempo i
segnali ricevuti al ricevitore sat. Con il tono spento l’LNB universale
fornisce alla sua uscita soltanto i canali della banda bassa mentre, con
il tono attivo, fornisce i canali della banda alta. La comprensione di questi
meccanismi spiega perché se due ricevitori vengono applicati allo stesso LNB si
possono verificare delle anomalie di funzionamento. E’ chiaro che non si
tratta di anomalie che possono avere un’influenza distruttiva sull’LNB o sul
ricevitore, infatti anche nelle condizioni di massima incompatibilità non si può
danneggiare nulla, ma la ricezione viene influenzata dalla presenza
contemporanea di comandi incompatibili alcuni dei quali sono ignorati dall’LNB.
Il primo motivo di incompatibilità è dato dal valore di tensione
generata dal ricevitore e inviata all’LNB. I principi dell’elettrotecnica
dimostrano che se due generatori di tensione vengono applicati allo stesso
carico, quello che ha la tensione più alta vince. Quindi, se si hanno due
ricevitori collegati allo stesso LNB, quello che fornisce la tensione di 18 volt
vince su quello che fornisce la tensione di 13 volt. Non accade nulla se,
invece, le tensioni fornite dai due ricevitori sono le stesse. Anzi, in questo
caso si ottiene la ricezione contemporanea dai due ricevitori con possibilità
di cambiare canale in modo indipendente a patto di rimanere entro quei canali
che hanno la stessa polarizzazione. Tirando in ballo anche il tono a 22 kHz si
ottiene un secondo motivo di incompatibilità. Infatti, la presenza del tono
vince sull’assenza. Ciò significa che se uno dei due ricevitori collegati
allo stesso LNB genera il tono a 22 kHz vince su quello che non lo genera.
Per evitare l’invio di comandi incompatibili verso l’LNB, si deve quindi
obbligatoriamente accendere un ricevitore alla volta. Vi è una sola eccezione
dovuta a quesi ricevitori che anche quando sono in standby generano la tensione
di alimentazione per l’LNB. In questi casi si deve disattivare questa funzione
intervenendo con l’apposita procedura di programmazione, purtroppo diversa da
ricevitore a ricevitore e quindi da ricercare nel libretto di istruzioni
dell’apparecchio.
Materiali necessari:
1 splitter a due uscite con diodi per il passaggio della tensione di
alimentazione dell’LNB.
2 Cavi intestati con connettori tipo F per il collegamento tra lo splitter e i
due ricevitori.
Metodi alternativi
Installare un commutatore analogico/digitale a priorità.
Installare un LNB Twin Out
Installare due antenne paraboliche.
Pregi:
Sistema semplice, e più economico rispetto a qualsiasi altro metodo
alternativo, per collegare due ricevitori alla stessa antenna.
Gestione dell’impianto di facile comprensione in quanto egata alla semplice
attivazione di un ricevitore per volta.
Difetti:
Non si ha la completa indipendenza tra i due ricevitori infatti possono
funzionare entrambi solo se vengono ricevuti canali aventi la stessa
polarizzazione e la stessa banda.
Non si può registrare un canale digitale mentre se ne segue uno analogico e
viceversa.
Trucco n°2 – Come utilizzare lo stesso cavo di
discesa per i canali terrestri e per quelli satellite?
Quando si decide di installare una antenna parabolica sul tetto di casa, si ha
l’esigenza di portare in basso un nuovo cavo di discesa per la tv satellite.
Spesso questa operazione è difficile oppure non si può eseguire per vari
motivi. A questo punto ci si chiede se non sia possibile utilizzare il cavo tv
esistente per portare in basso anche i segnali tv satellite. Diciamo subito che
la cosa è possibile a condizioni che il cavo sia in buono stato o che sia
addirittura di tipo sat ovvero idoneo a trasferire segnali con frequenze fino a
2150 MHz.
Nella maggioranza dei casi la soluzione consiste nell’aggiunta di due semplici
dispositivi chiamati “miscelatori/demiscelatori”, uno sull’antenna,
l’altro vicino al ricevitore. Con questi dispositivi si ottiene la
miscelazione dei segnali terrestri a quelli satellite i quali possono così
confluire nello stesso cavo e raggiungere l’appartamento sottostante.
Fig.2
– Si possono trasferire su un solo cavo
di discesa sia i segnali tv che quelli satellite. Per fare
ciò basta avere a disposizione due combinatori collegandoli come miscelatore e
demiscelatore. Il cavo di discesa deve essere adatto al trasferimento di segnali
fino a 2150 MHz.
Si tratta di un sistema molto semplice ma che impone
l’uso di dispositivi miscelatori/demiscelatori di buona qualità. Infatti la
presenza di canali terrestri e canali satellite nello stesso cavo può
introdurre interferenze reciproche. Per evitarle occorre che all’interno dei
miscelatori e dei demiscelatori i due segnali siano ben separati. Consultando i
dati tecnici di questi dispositivi occorre che l’isolamento sia superiore a 25
dB.
Consigliamo comunque, pur mantenendo un solo cavo di discesa, di
sostituire i vecchi cavi di discesa adatti alle sole bande televisive terrestri
o comunque sostituire tutti i cavi più vecchi di cinque anni in quanto la
qualità dei segnali tv satellite può essere molto penalizzata.
Materiali necessari:
2 combinatori o miscelatori/demiscelatori TV-SAT
2 Cavi intestati con connettori F per il collegamento tra i combinatori, l’LNB
e il ricevitore sat
Metodi alternativi
Aggiungere un secondo cavo solo per il satellite
Convertire solo alcuni transponder satellite in banda VHF sfruttando così anche
vecchi cavi esistenti (soluzione costosa ma adatta a distribuire i segnali anche
ad altri ricevitori sat.)
Pregi :
Sistema semplice e poco costoso
Può supportare anche lunghe tratte di cavo o linee con prese in cascata a
condizioni che le prese siano isolate dal lato utente e che la linea permetta il
passaggio della tensione di alimentazione dell’LNB (soluzione di ripiego per
sfruttare la linea di discesa in un condominio dove gli altri utenti non si
vogliono collegare al satellite)
Difetti:
Sistema non sempre adottabile se non sostituendo il cavo di discesa.
Trucco n°3 – Come utilizzare un solo cavo di antenna
per ricevere e per trasmettere
Spesso si ha l’esigenza di trasferire il segnale tv satellite anche ad altri
televisori presenti nella stessa casa e collegati quindi alla stessa antenna
terrestre. Per fare
ciò vi sono diversi metodi ma quello più facilmente adottabile negli impianti
individuali consiste nello sfruttamento del cavo che collega il ricevitore
all’LNB per trasferire sul tetto il segnale RF generato dal modulatore
interno del ricevitore sat. Requisito essenziale di questo sistema è quindi la
presenza del modulatore RF. Questo potrà essere lo stesso già presente
all’interno del ricevitore sat oppure un modulatore esterno da aggiungere a
quei ricevitori che ne sono sprovvisti. Ottenuto il segnale RF, per raggiungere
lo scopo servono anche due dispositivi passivi chiamati normalmente
“combinatori” oppure “miscelatori/demiscelatori. Questi dispositivi sono
normalmente reversibili, ovvero possono funzionare collegati in due modalità
con percorsi dei segnali opposti. Lo stesso dispositivo infatti si può
comportare come demiscelatore, per separare i segnali terrestri da quelli
satellite in 1ª IF, oppure come miscelatore, per unirli.
Fig.3
– Quando si installa l’antenna
parabolica sul tetto si può sfruttare il cavo satellite per riportare in
antenna il segnale prelevato dal modulatore RF. Così facendo si può inviare
questo segnale all’ingresso del centralino TV ottenendo la visione del canale
sat su tutti i televisori di casa.
Con l’impiego di un paio di miscelatori/demiscelatori si
può tranquillamente passare all’azione e modificare l’impianto nel modo
seguente.
Cominciamo dal lato “interno” dell’impianto ovvero dall’appartamento.
L’uscita del modulatore RF del ricevitore sat oppure del modulatore RF esterno
si deve collegare al connettore “TV” del combinatore. Il connettore F di
antenna del ricevitore satellite si deve collegare al connettore “SAT” del
combinatore. Il connettore “MIX” del combinatore si collega infine al cavo
di discesa proveniente dall’LNB esterno.
Passiamo ora al lato “esterno” dell’impianto ovvero all’antenna. In
prossimità di essa si deve interrompere il cavo che collega l‘LNB per
inserire il combinatore. Il cavo che quindi proviene dall’LNB si deve
collegare al connettore “SAT” del combinatore. Il cavo di discesa si collega
al connettore “MIX” del combinatore ed infine, il connettore “TV” del
combinatore va collegato ad un cavo che raggiungerà l’amplificatore da palo o
il centralino tv dell’antenna terrestre.
Quando l’impianto sarà assemblato si potrà ricevere su tutti i televisori
dell’impianto un canale tv in più il cui contenuto sarà il programma
satellite sintonizzato dal ricevitore satellite.
Materiali necessari
2 combinatori o miscelatori/demiscelatori TV-SAT
2 Cavi intestati con connettori F per il collegamento tra i combinatori, il
centralino TV e il modulatore RF
Metodi alternativi
Aggiungere un secondo cavo di salita dal modulatore RF al centralino TV
Pregi :
Sistema semplice e poco costoso che risolve brillantemente il problema negli
impianti di distribuzione monofamiliari
Permette di trasferire il canale satellite selezionato a tutti i televisori e
videoregistratori collegati alla stessa antenna terrestre.
Difetti:
Sistema a volte non adottabile per la mancanza di canali UHF liberi.
Richiede un modulatore esterno per alcuni ricevitori digitali che ne sono
sprovvisti di fabbrica.
Può capitare che il miscelatore o l’amplificatore di antenna o i centralino
TV non disponga di un ingresso aggiuntivo
A differenza della TV terrestre dove i segnali sono emessi da
ripetitori a terra, ognuno dei quali irradia in una parte
specifica del territorio, il segnale della TV satellitare
proviene da un unico punto che si trova nello spazio. Qui si
trova un apparecchio, chiamato appunto satellite, che
segue la rotazione della Terra, mantenendo costantemente la
stessa posizione relativa rispetto al terreno.
Il satellite orbita lungo l'equatore, a 36.000 Km di distanza
dalla Terra in una zona chiamata "Fascia di Clarke",
da dove "illumina" agevolmente una zona molto vasta.
Per vedere i canali televisivi trasmessi dal satellite occorre
una parabola, un convertitore
(chiamato comunemente LNB) e un ricevitore.
Da quest'ultimo parte un cavetto che va al vostro televisore e
vi permette di vedere i canali. Ogni televisore va bene, anche
vecchio di alcuni anni, ed eventualmente sprovvisto di presa
"scart".
La parabola è un disco in vario materiale,
generalmente alluminio, ferro o materie plastiche, che viene
orientata con il lato concavo verso sud, in direzione del
satellite che ci interessa ricevere.
La sua funzione è quella di riflettere le onde
elettromagnetiche provenienti dal satellite in un punto (detto
punto focale) nel quale è inserito un altro
componente, il LNB. Può essere messa sul
tetto o in giardino, poichè la sua posizione non influisce
sulla qualità di ricezione, ciò che influisce è il perfetto
puntamento verso il satellite.
Tipi principali:
Offset (Fuori fuoco): Questa forma permette
maggiore efficenza a parità di dimensioni, e costi
contenuti.
Prime focus (Primo fuoco): Classica parabola per
ricevere segnali deboli e per grandezze elevate grazie
alla elevata robustezza.
Gregoriana: una serie di rifessioni ottenute con
dischi contrapposti gli conferisce ottimi risultati a
prezzo di un costo elevato.
Cassegrain: a riflessioni multiple, per impieghi
professionali.
Planar: antenna piatta.
Per ricevere la maggior parte delle trasmissioni satellitari
in Italia è sufficiente una parabola da 70 cm.
LNB
è l'acronimo di Low Noise Block converter, vale a
dire convertitore a basso rumore (disturbo). E' l'elemento che
viene montato nel punto focale di fronte alla parabola,
nell'anello che si trova sulla punta della staffa. Il compito
di questo elemento è di ricevere e convertire ad una
frequenza più bassa i segnali riflessi dalla parabola,
convogliandoli poi in un cavo che va al ricevitore.
Il LNB è composto da tre apparati elettronici riuniti in un
solo pezzo:
Illuminatore:
raccoglie le onde elettromagnetiche
ricevute dalla parabola e le
convoglia in un polarizzatore.
Polarizzatore:
in fase di trasmissione le onde
elettomagnetiche vengono polarizzate (sono cioè disposte
su piani diversi). Dopo aver attraversato l'illuminatore,
il polarizzatore seleziona la polarità che intendiamo
usare, per poi passare il segnale al convertitore.
Convertitore:
ha la funzione di trasformare i
segnali ad altissima frequenza ricevuti dalla parabola,
e perciò non trasportabili via cavo, in segnali di
frequenza più bassa (detta intermedia) usabile dai ricevitori
.
Gli LNB detti "universali" sono alimentati
dal ricevitore e convertono i
segnali ricevuti dal satellite in uno spettro di frequenze con
valori molto più bassi: infatti mentre i ricevitori
lavorano con frequenze che vanno da 950 a 2150 MHz, i
satelliti emettono generalmente in una banda che va da 9750 a
12750 MHz.
Un'altra importante caratteristica dei convertitori è la
sensibilità in ricezione, espressa come "figura di
rumore". Un buon convertitore deve avere tale parametro
inferiore a 1.0 dB, e minore è tale valore minore sono i
disturbi che andranno al ricevitore.
Le posizioni orbitali da cui è possibile ricevere segnali
sono molte, e una persona che volesse vedere i canali di più
satelliti non può ovviamente rimanere con la parabola fissa
su un satellite specifico.
In casi come questi ci sono essenzialmente due tipi di
intervento: il multifeed o un motore per
spostare la parabola verso il satellite che ci interessa.
Il multifeed si applica quando un utente vuol vedere
solamente 2 o 3 satelliti, e consiste nel montare sulla stessa
parabola un numero di LNB tale che ognuno
sia focalizzato su un satellite specifico. I cavi che escono
dagli LNB si riuniscono in un dispositivo chiamato commutatore
(detto anche switch), comandato dal ricevitore, che
sceglie quale LNB alimentare e quindi da quale satellite
ricevere il segnale.
In un impianto motorizzato i componenti sono gli stessi
di un impianto fisso, ma in questo caso troviamo in più un motore
elettrico, agganciato alla parabola e al palo di supporto,
che la posiziona su un determinato satellite. Il motore è
alimentato direttamente dal ricevitore, tramite il cavo di
trasmissione dei segnali TV.
I tipi principali di motore sono:
H-H: horizont to horizont (da orizzonte a
orizzonte) motori con ampia escursione e molto robusti.
A Pistone: braccio telescopico.
Multisat: motore tangenziale alla parabola la
quale rimane immobile.
Robot: motore al cui interno sono presenti due
movimenti separati per elevazione e azimuth indipendenti.
Il ricevitore è il componente piu' importante
dell'impianto satellitare, infatti è da questo che dipende la
qualità dell'immagine, la capacità di ricevere ed elaborare
in maniera corretta le informazioni spedite dal lontano
trasmettitore e il corretto invio di comandi agli altri
componenti collegati, come gli LNB, i commutatori o i
motori.
Ne esistono di due tipi: analogici e digitali.
Analogico: questo tipo di trasmissione è stata la
prima usata per la TV da satellite. Gli standard di
trasmissione principali di questo tipo sono il PAL, il Secam e
il Mac. Benchè i nuovi canali satellitari che nascono siano
in pratica tutti digitali, ci sono ancora diverse decine di
canali che trasmettono con questa modalità.
Digitale: la trasmissione delle immagini, dei suoni e
dei dati in digitale avviene secondo un formato chiamato
MPEG-2, che comprime il flusso dei dati in maniera tale che
sia possibile inviarlo da un satellite verso terra. Questo
formato è ormai lo standard accettato da tutte le TV che
trasmettono in digitale, e qualsiasi ricevitore di questo tipo
è adatto per ricevere e decomprimere il segnale.
I canali via satellite possono essere, per varie ragioni, resi
non visibili a chiunque li sintonizzi. Per fare
questo i segnali che compongono un immagine tv vengono
alterati con un sistema di "codifica" che
rende non visibile o disturbata l'immagine.
Per poter avere nuovamente l'immagine corretta si usano degli
apparecchi chiamati "decoder", apparecchi che
riordinano i segnali seguendo l'ordine inverso della codifica.
La decodifica oggi avviene per la maggior parte
direttamente dentro i ricevitori, ma
a volte può essere necessario un componente aggiuntivo
chiamato CAM. Questo componente viene inserito in uno
slot apposito del ricevitore e si
usa quando è assente il modulo per un determinato sistema di
decodifica.
La decodifica avviene solamente se possediamo una carta
(che ha le dimensioni di una carta di credito) in cui si trova
un circuito elettronico stampato e che viene rilasciata dal gestore
dei canali che vogliamo vedere. Questa carta inserita negli
slot del ricevitore o in una CAM è controllata da impulsi
elettronici che provengono dal satellite e abilita o meno alla
visione del canale su cui il ricevitore è sintonizzato.
I principali sistemi di codifica digitale attualmente in
uso sono: